lunedì, gennaio 07, 2008

La morte del congiuntivo nella lingua italiana







Premessa: non voglio fare il purista della lingua italiana nè il saputello, anche perchè ogni tanto sparo anch'io qualche castroneria (e bella grossa).

Non si può però negare che in Italia il congiuntivo stia lentamente morendo: non solo le persone di bassa cultura, ma anche coloro che si spacciano per colti oramai hanno perso completamente l'uso di questa coniugazione verbale e gli esempi sono sulla bocca di tutti:

"Penso che è una brava persona", "Se l'avevo visto, te lo dicevo", "Se era più furbo, non ci cascava", "Credevo che eravamo amici, ma se me lo dicevi prima mi comportavo diversamente" e la lista può continuare all'infinito.

Il problema ulteriore è che l'utilizzo errato del congiuntivo spesso porta alla perdita anche del condizionale (come nel secondo esempio).

Ma perchè noi italiani, figli di Dante, siamo arrivati a questo scempio?
Difficile dirlo... secondo me la colpa potrebbe essere riconducibile ad un uso sempre più diffuso del linguaggio "usa e getta", degli acronimi o degli SMS, al voler comunicare velocemente e ad una certa ignoranza diffusa.

L'unico consiglio che posso darvi e di correggere, nei limiti del possibile, chi sbaglia la coniugazione: solo così potremo mantenere in vita quelle sfumature lessicali che rendono la nostra lingua la più bella del mondo.

16 commenti:

Zamax ha detto...
07 gennaio, 2008 14:29  

Le lingue neolatine senza i congiuntivi sono monche. In spagnolo si usa correntemente anche il passato remoto. L'italiano moderno invece ha subito due impoverimenti: l'influenza del nord ha eliminato il passato remoto, l'influenza del centro-sud sta eliminando il congiuntivo. Senza il primo si può anche sopravvivere, visto che almeno nella lingua scritta e nell'espressione artistica in qualche modo resiste, ma senza il secondo la lingua italiana è semplicemente brutalizzata. Lo dico da veneto, cioè da uno attaccatissimo alla sua "madrelingua", nella quale l'uso del congiuntivo, almeno nelle sue espressioni più semplici, è di norma.

Riccardo ha detto...
07 gennaio, 2008 14:43  

Hai perfettamente ragione!
Non sapevo da dove provenissero le influenze "negative", grazie della precisazione.

Ciao
Riccardo

Renzo ha detto...
07 gennaio, 2008 14:58  

ciao, secondo me dipende dalla normale evoluzione della lingua. Fino agli anni 60' l'italiano era una lingua che si potrebbe dire "artificiale", imparata a scuola sulla grammatica e sui libri, mentre il dialetto era la proprio lingua madre. E' stata la diffusione della TV che ha reso l'italiano la lingua madre per quasi tutti. Una volta entrata nell'uso vivo la lingua segue la sua evoluzione, una di queste tendenze è la scomparsa del congiuntivo. Personalmente non ne faccio un dramma, anzi.

Riccardo ha detto...
07 gennaio, 2008 15:04  

Ciao Renzo,
concordo con te sull'importanza della tv nella diffusione della lingua italiana, però la perdita di una coniugazione non mi sembra sia roba da poco... per carità, vivremo lo stesso senza congiuntivo, ma allora tanto varrebbe passare direttamente all'inglese.

Mario ha detto...
07 gennaio, 2008 15:53  

Bravissimo! da anni conduco una personale battaglia sul tema e, a costo di farmi molti nemici, correggo senza pietà amici e amiche i quali spesso mi mandano poco elegantemente e senza troppe perifrasi in quel posto.
Purtroppo temo anch'io sia una naturale tendenza dell'evoluzione della lingua certamente accentuata dal fatto che la televisione detta il linguaggio corrente. Temo quindi che la nostra sia una battaglia un pò donchisciottesca.
Se può consolarci segnalo che si tratta probabilmente di un fenomeno comune ad altre lingue se Daniel Pennac già qualche anno fa scriveva: "la Regina Zabo era l'unica persona capace di commuoversi fino alle lacrime per il martirio del congiuntivo imperfetto".
Grazie per il tema che, se non altro, mi ha permesso di scrivere alcune frasi usando correttamente, almeno spero, il congiuntivo certo di essere compreso.

p.s.: vogliamo farci ulteriormente del male e parlare dell'uso criminale della punteggiatura o peggio del drastico taglio delle preposizioni nel linguaggio comune?

Riccardo ha detto...
07 gennaio, 2008 16:13  

Hai ragione Mario,
temo che le nostre siano davvero battaglie contro i mulini a vento.

Per oggi, evitiamo gli altri argomenti che hai proposto, altrimenti rischia di venirci la depressione!

ciao :)

Renzo ha detto...
07 gennaio, 2008 20:19  

Adesso ti scandalizzerò ma penso che sì, passare all'inglese o all'esperanto sarebbe ancora meglio!
Ho sempre avuto il pallino della filologia romanza e, al di là del giudizio sulla questione, vivere quasi in diretta un importante cambiamento linguistico mi riempie di emozione.

Loverock ha detto...
09 gennaio, 2008 20:12  

Bravissimo, sono contento che HAI scritto questa cosa.. hehe, comunque anche io cerco sempre di correggere, a volte mi prendo del pignolo, ma che ci posso fare ,mi da fastidio..anche se ammetto che a volte scappa anche a me di usare l'imperfetto al posto del congiuntivo...

Riccardo ha detto...
10 gennaio, 2008 09:09  

Loverock,
purtroppo capita a tutti di sbagliare ogni tanto, l'importante è correggersi e correggere (gli altri)!

Ciao

Anonimo ha detto...
16 marzo, 2008 16:13  

Le lingue neolatine senza i congiuntivi sono monche. In spagnolo si usa correntemente anche il passato remoto. L'italiano moderno invece ha subito due impoverimenti: l'influenza del nord ha eliminato il passato remoto, l'influenza del centro-sud sta eliminando il congiuntivo. Senza il primo si può anche sopravvivere, visto che almeno nella lingua scritta e nell'espressione artistica in qualche modo resiste, ma senza il secondo la lingua italiana è semplicemente brutalizzata. Lo dico da veneto, cioè da uno attaccatissimo alla sua "madrelingua", nella quale l'uso del congiuntivo, almeno nelle sue espressioni più semplici, è di norma


Voglio precisare a questo commento che ho letto per primo. C'è qualcosa di maledettamente sconvolgente. Il veneto, come residente parlatore di questo dialetto, usa frequentemente in congiuntivo. Paradossalmente anche il siciliano, sempre come cittadino parlatore, mette sempre il congiuntivo al suo posto e che nella traduzione dal siciliano all'italiano sconvolge tutto. Mette al posto del suo corretto congiuntivo il condizionale. Tutto questo per precisare a "quelli del nord" che bisogna "rimproverare quelli del centro-sud" quando incominciano a fare i finti italiani parlando a vanvera. Premetto che il vantaggio c'è in ogni caso sia al nord che al sud di parlare correttamente. Faceva giustamente obiezione nel dire che basta col sopportare queste incomprensioni di tipo usa e gettala li. Incominciamo a marcare e a parlare un italiano più corretto. Giacomo (Sicilia)

Anonimo ha detto...
08 aprile, 2008 16:54  

Salve a tutti.Sono di Reggio Calabria.Non mi soffermero'sulla questione sollevata nel primo commento riguardante le cattive influenze dell'una o dell'altra parte d'Italia.Credo sia poco costruttivo,nonostante sia vero che tanto al nord quanto al centro-sud sopravvivono determinati concetti grammaticali,i quali si sono radicati principalmente nei dialetti.Ma qui si parla proprio di dialetti e chi conosce l'italiano sa benissimo dove sta l'errore,se esso viene considerato alla luce di una diretta trasposizione in una lingua italiana;credo che questo sia piuttosto chiaro.
Ma chi studia l'italiano sa bene che non c'e'influenza che tenga,quando si conosce la grammatica e il corretto uso delle regole.E la gramamtica,si sa,non e'stato certo inventata ieri,ma e'frutto di un processo evolutivo lungo e complesso quanto la nostra civilta'e di cui dovremmo essere fieri,senza chiamare continuamente al banco degli imputati questi benedetti dialetti.Ognuno si tenga il proprio e lo conservi,com'e'giusto.
Il tema trattato e'il congiuntivo,percio'anche io mi permettero'di dire la mia.Non e'vero che il congiuntivo sta morendo e che siamo tutti pronti a cantare il De profundis.Certamente e'questa la sensazione che tutti abbiamo quando ci scontriamo con la realta'di tutti i giorni;in particolare coloro che hanno veramente a cuore il corretto uso della lingua italiana,e non solo per rivendicarne un buon uso,ma anche perche'non utilizzare propriamente forme come il congiuntivo fa apparire lo stile paludoso,privo di brio e vivacita'.Non ultimo,poi,il fatto che se tutti parlassimo come si dovrebbe parlare sarebbe molto piu'semplice anche comunicare.La TV ne e'un fulgido esempio(in negativo)con tutto il marciume linguistico che ci propina a piene mani,fatte salve le poche,ma significative,eccezioni che ci e mi rincuorano.
Ma al di la'di cio'che la societa'ci presenta in modo cosi'ostinato e vile tutti i santi giorni,c'e'anche tanta gente che parla bene,scrive bene e comunica bene e in corretto italiano.Il problema,anzi la soluzione direi meglio,e'frequentare questa gente,comunicare con coloro i quali si fanno garanti e depositari del buon italiano e apprendere con umilta'quello che,intenzionalmente o meno,ci possono insegnare.Non appena ci si ritrova con queste persone,e si sa la lingua esiste perche'esiste chi la parla,si ha subito la sensazione di trovarsi in quella realta'alternativa,che dovrebbe essere la norma,nella quale vive,e non sopravvive,il congiuntivo e tutto quello che la nostra splendida lingua,cosi'ricca di sfumature,ci regala.
Basta saper scegliere,questo voglio dire.
Abbiamo questa facolta':scegliere.
Scegliere cosa leggere,con chi parlare,con chi discutere,da chi imparare,a chi insegnare.
E'questo che ci rende migliori o peggiori.La capacita'e l'umilta'di scegliere la cosa giusta.
Un film di Spike Lee si intitola"Fà la cosa giusta".Ebbene,facciamo cio'che riteniamo giusto:scegliamo di parlare e di leggere cio'che rende la nostra lingua migliore.
Il congiuntivo e'morto solo fra gli ignoranti e i beceri e insolenti sostenitori del parlare sintetico,i quali alla fine si scioglieranno come neve al sole.Questo sostengono,perche'la loro ignoranza non permette loro di scegliere.E per ignoranza intendo dire arroganza.Chi sa di non essere cosi'e puo'scegliere sa anche cosa fare.
E non si deve mai dimenticare,come ho imparato da una persona molto acuta e brillante,che esistono buoni e cattivi libri.Un libro in quanto tale,solo perche'ha lo status di libro,non e'necessariamente sempre buono.Anche qui,impariamo a scegliere.
Beninteso che tutto cio'che qui ho scritto e'pur sempre un mio pensiero e non mi ergo a"Martin Luther King"della situazione,vorrei solo aggiungere che sarà la lingua stessa ad averla vinta,perche'lo stile e la naturalezza di un bel suono come quello del congiuntivo non morira'mai e anzi e'piu'vivo che mai.Il solo fatto che se ne parli e se ne discuta cosi'tanto vuol dire che la sua vivacita'non e'mai venuta meno,piuttosto e'andata manifestandosi sempre con maggior fervore.
Morira'si',com'e'gia'morto da tempo,tra i meandri cerebrali quegli ignoranti e presuntuosi,i quali difendono semplicemente la loro squallida ignoranza.
L'ignoranza di un contadino e'umile e gentile,quella di un arrogante e'prepotente e insolente.
Impariamo a scegliere.Questo e'cio'che penso.
Scusate per il lungo commento,ma io come voi ci tengo molto a tutto questo,perche'se c'e'una cosa che puo'unirci davvero come paese,questa e'la lingua.

P.s.:Guardate che il problema che abbiamo noi col congiuntivo esiste in altre modalita'in tantissimi altri paesi.Io conosco il giapponese e li'stanno conducendo una guerra da anni contro i barbarismi linguistici.Percio',va bene fare i soliti italiani,ma non siamo i soli.E'un problema di tutti.

Ciao.

Riccardo ha detto...
08 aprile, 2008 17:04  

Ciao Anonimo,
il tuo discorso non fa una piega.
E' bello vedere qualcuno che sente il problema in questo modo e ama distinguersi dalla massa ignorante.

Grazie per la visita e per il validissimo commento.

Riccardo

Anonimo ha detto...
08 aprile, 2008 17:11  

Ciao Riccardo,grazie a te.La risposta piu'veloce del West. :)
Solo ora ho notato che il commento iniziale era il tuo e ti faccio anche io i complimenti per il tuo interesse e amore verso la lingua(del resto ti chiami come mio padre);fai la cosa migliore che si possa fare:discuti del problema.Questo e'gia'sufficiente e dimostra quanta gente c'e'che ne ha davvero le tasche piene...per non dire che e'inca**ta nera.
Grazie ancora e visitero'spesso questo blog.Immagino sia il tuo,scusa ma entro in confusione su certe cose.
Ciao

Riccardo ha detto...
09 aprile, 2008 09:39  

Si, è il mio blog.

Ciao

P.S. Firmati, lascia un nick, ma non rimanere un "anonimo" :)

Anonimo ha detto...
25 ottobre, 2009 08:17  

ho letto le prime righe di questo tuo post. Meno male che hai specificato di NON voler fare il purista:
né - si scrive né - e non nè
perché - si scrive perché - e non perchè (sembri un milanese :-)
Solo puntiglieria, comunque. Adoro il tuo blog!!
Simonetta

Riccardo ha detto...
26 ottobre, 2009 09:43  

Ciao Simonetta, è vero!
Purtroppo non ho mai capito molto di accenti gravi e acuti... in più la tastiera del computer propone la "è", mentre per inserire la "é" dovrei premere il tasto "Shift" e la cosa mi crea un po' di disagio...

Grazie per i complimenti al blog e a presto

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