31 ottobre 2014

Ricetta veloce: risotto alle melanzane in pentola a pressione


Risotto alle melanzane e ricotta, ricetta veloce in pentola a pressioneIeri sera mi sono cimentato per la prima volta nella realizzazione di un risotto in pentola a pressione, dato che in precedenza ho sempre utilizzato il metodo tradizionale in padella della durata di 30-40 minuti.

Il frigo era semivuoto, con un paio di melanzane in lontananza, una passata di pomodoro aperta ed un po' di formaggi vari. Quanto basta per provare ad inventare qualcosa.

Ingredienti per 2 persone: una cipolla, una melanzana, uno spicchio d'aglio, passata di pomodoro, origano, ricotta salata, 230 gr di riso, olio, 750 ml brodo di dado, sale, pepe.
Tempo totale impiegato: 20 minuti.


In un pentolino mettete a bollire 750 ml di acqua con un dado vegetale, poi tagliate la cipolla e fatela rosolare nella pentola a pressione con un po' d'olio. Nel frattempo tagliate la melanzana  a cubetti di 1 cm di lato (lasciando la buccia)
e buttateli assieme alla cipolla imbiondita. Aggiungete sale e pepe, fate cuocere 5 minuti, in modo che la melanzana di ammorbidisca un po', poi versate il riso e tostatelo 2 minuti a fuoco alto. Infine aggiungete 4 cucchiai di passata di pomodoro, un po' di origano, mescolate bene e sommergete il tutto con il brodo bollente, in modo che l'altezza del liquido sia circa il doppio di quella del riso.

Chiudete la pentola a pressione e fate cuocere per 7 minuti dal fischio. Quando aprite la pentola, controllate la cottura del riso ed eventualmente lasciatelo ancora sul gas se troppo al dente.
Servite nei piatti e ricoprite con una bella spolverata di ricotta salata (in alternativa parmigiano o pecorino).

Il risultato è stato molto buono e tenuto conto del tempo impiegato, solo 20 minuti compresa la preparazione, è una soluzione veloce da tenere sempre in considerazione. Buon appetito!

P.S. La foto è puramente indicativa.


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16 ottobre 2014

Grasse risate


Meno male che almeno loro se la ridono tanto, mentre la gente piange miseria e non sa come arrivare a fine mese:




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18 settembre 2014

La paura delle critiche degli altri


Come superare e vincere la paura delle critiche e dei giudiziMoltissime persone vivono costantemente con il timore di ricevere critiche riguardo al loro comportamento da parte degli altri, siano essi parenti, amici o semplici conoscenti, e questa paura del giudizio crea una paralisi nelle azioni, portando all'ansia e
all'immobilismo più totale.

A tal proposito, ecco un vecchio racconto, ispirato da una favola di Esopo e rielaborato da Charlie Chaplin, che potrà farvi capire molte cose:


C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.

Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”. Allora la moglie disse a suo marito: “Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio”. Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.
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Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “Guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa”. Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.

Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “Pover'uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino. E povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!”. Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
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Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: “Sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!” Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.
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Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “Guarda quei tre idioti: camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!


Cosa insegna questa storia? Qualunque azione facciate, qualunque comportamento teniate, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarvi. L'unica soluzione è quella di non dar peso ai giudizi altrui e di andare avanti per la propria strada, ascoltando solamente la propria coscienza.


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10 settembre 2014

Morte in moto a 160 km/h - Video shock


David Holmes era un ragazzo inglese di 38 anni, con la passione per la motocicletta. Un amore che purtroppo troppo spesso fa rima con alta velocità e che ogni anno lascia distesi senza vita in mezzo alla strada circa 1.300 persone solo in Italia, più di 3 al giorno.


David amava girare con la telecamera sul casco e così è stato anche per il suo ultimo viaggio. La famiglia ha così deciso di sensibilizzare l'opinione pubblica diffondendo il filmato dell'incidente mortale, provocato dall'eccessiva velocità del veicolo a due ruote (160 km/h):




Esiste in rete un tool per calcolare lo spazio di frenata necessario a seconda della velocità e delle condizioni dell'asfalto. Vi basti sapere che a 50 km/h sull'asciutto sono necessari 27 metri di distanza dall'ostacolo posto di fronte (quanto un campo da basket), a 130 km/h servono 125 mt, a 160 km/h 178 mt (quasi quanto 2 campi da calcio). Su strada bagnata dovete aggiungere un ulteriore 20%.


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16 luglio 2014

Ghiaccio nel freezer, problema risolto


Soluzione al problema ghiaccio nel freezer del frigoDa oltre un anno convivevo con il problema della costante formazione di ghiaccio all'interno del freezer, posto nella parte bassa del frigorifero no frost a doppia porta. Per mesi ho attribuito il problema alle guarnizioni, ma erroneamente.

In realtà, ho notato che nel mio caso il ghiaccio si creava a seguito della formazione di acqua di condensa nella parte superiore del frigo, la quale scivolava sul fondo (sotto i cassetti trasparenti per frutta e verdura, tanto per capirsi) e, passando nelle intercapedini poste all'altezza degli sportelli, arrivava fino al freezer. Qui congelava istantaneamente, creando uno spessore di ghiaccio che, crescendo, alla fine impediva quasi di chiudere lo sportello del vano surgelati.


La soluzione è stata più semplice del previsto: ogni frigorifero ha, sulla parete in fondo, un piccolo orifizio grande abbastanza per far scolare l'acqua di condensa che si forma al suo interno. Se sfortunatamente si ottura questo buco (di solito con piccole parti di cibo), l'acqua ristagna e finisce in fondo al frigo con le suddette conseguenze.

Per sturare l'orifizio, prima di tutto svuotate bene l'elettrodomestico, togliendo cibi e ripiani, e pulite bene l'interno con acqua e bicarbonato. Poi prendete un bastoncino abbastanza lungo, che non si rompa e che entri nel buco e iniziate ad andare su e giù cercando di smuovere l'ostruzione. Infine mettete a bollire in un pentolino una tazzina di aceto e poi versate il liquido nell'orifizio. Se tutto è andato bene, dovreste vedere l'aceto andare giù senza ristagni e, attraverso un tubo, dovrebbe riapparire in basso sul retro del frigorifero, all'interno della vaschetta che serve anche per raffreddare il motore.

Il ghiaccio non si riformerà più e voi avrete risparmiato un bel po' di soldi.


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