24 novembre 2014

Come fare il pane senza impastare


Fare il pane senza impastareIl titolo sembra quasi una provocazione, ma vi assicuro che è possibile fare il pane in casa senza impasto; ho provato per curiosità ed il risultato è stato ottimo. Unico requisito indispensabile: avere tempo per la lievitazione.

Prendete 400 grammi di farina 0 (o anche 00), 300 gr di acqua, 1 gr di lievito in polvere e 6 gr di sale.
In una ciotola, sciogliete il lievito nell'acqua, aggiungete la farina un po' alla volta e mescolate con una forchetta per 2 minuti in modo da amalgamare il tutto, poi aggiungete il sale e mescolate per un altro minuto, in modo che il risultato sia un impasto piuttosto appiccicoso. Coprite con un coperchio o con pellicola e lasciate lievitare per 15-20 ore.

Trascorso questo tempo, staccate dalla ciotola l'impasto, che si presenterà gonfio, acido e pieno di bolle, aiutandovi con della farina e mettetelo sulla spianatoia infarinata. Prendete i lembi estremi e portateli al centro come se voleste chiudere un fagotto, ripetendo l'operazione anche più volte. Coprite di nuovo il tutto con un canovaccio o con una ciotola rovesciata e lasciate lievitare ancora per 3 ore.


A questo punto avete 2 strade: preparare le "Stecche di Jim" oppure il pane tradizionale.

Le Stecche di Jim sono un incrocio tra la baguette, la ciabatta e la schiacciata, molto sfiziose. Tagliate l'impasto ottenuto in 4 strisce di larghezza 4-6 cm, adagiatele sulla teglia, spennellatele con olio e buttateci sopra un po' di sale grosso. Infornate a 250 gradi per 20-25 minuti e godetevi il risultato, ottimo anche farcito con salse, formaggi o affettati.


Per fare il pane tradizionale, invece, dovete accendere il forno a 230 gradi con dentro una pentola grande e senza manici di plastica (altrimenti si brucerebbero).
Raggiunta la temperatura, stando attenti a non scottarvi, dovete buttate l'impasto molle e appiccicoso al centro della pentola e coprire con un coperchio (sempre senza plastiche). Lasciate cuocere in forno 30 minuti, poi togliete il coperchio e continuate per altri 15-20 minuti.
Il risultato è garantito, fare il pane in casa senza impastare non è mai stato così facile.


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31 ottobre 2014

Ricetta veloce: risotto alle melanzane in pentola a pressione


Risotto alle melanzane e ricotta, ricetta veloce in pentola a pressioneIeri sera mi sono cimentato per la prima volta nella realizzazione di un risotto in pentola a pressione, dato che in precedenza ho sempre utilizzato il metodo tradizionale in padella della durata di 30-40 minuti.

Il frigo era semivuoto, con un paio di melanzane in lontananza, una passata di pomodoro aperta ed un po' di formaggi vari. Quanto basta per provare ad inventare qualcosa.

Ingredienti per 2 persone: una cipolla, una melanzana, uno spicchio d'aglio, passata di pomodoro, origano, ricotta salata, 230 gr di riso, olio, 750 ml brodo di dado, sale, pepe.
Tempo totale impiegato: 20 minuti.


In un pentolino mettete a bollire 750 ml di acqua con un dado vegetale, poi tagliate la cipolla e fatela rosolare nella pentola a pressione con un po' d'olio. Nel frattempo tagliate la melanzana  a cubetti di 1 cm di lato (lasciando la buccia)
e buttateli assieme alla cipolla imbiondita. Aggiungete sale e pepe, fate cuocere 5 minuti, in modo che la melanzana di ammorbidisca un po', poi versate il riso e tostatelo 2 minuti a fuoco alto. Infine aggiungete 4 cucchiai di passata di pomodoro, un po' di origano, mescolate bene e sommergete il tutto con il brodo bollente, in modo che l'altezza del liquido sia circa il doppio di quella del riso.

Chiudete la pentola a pressione e fate cuocere per 7 minuti dal fischio. Quando aprite la pentola, controllate la cottura del riso ed eventualmente lasciatelo ancora sul gas se troppo al dente.
Servite nei piatti e ricoprite con una bella spolverata di ricotta salata (in alternativa parmigiano o pecorino).

Il risultato è stato molto buono e tenuto conto del tempo impiegato, solo 20 minuti compresa la preparazione, è una soluzione veloce da tenere sempre in considerazione. Buon appetito!

P.S. La foto è puramente indicativa.


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16 ottobre 2014

Grasse risate


Meno male che almeno loro se la ridono tanto, mentre la gente piange miseria e non sa come arrivare a fine mese:




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18 settembre 2014

La paura delle critiche degli altri


Come superare e vincere la paura delle critiche e dei giudiziMoltissime persone vivono costantemente con il timore di ricevere critiche riguardo al loro comportamento da parte degli altri, siano essi parenti, amici o semplici conoscenti, e questa paura del giudizio crea una paralisi nelle azioni, portando all'ansia e
all'immobilismo più totale.

A tal proposito, ecco un vecchio racconto, ispirato da una favola di Esopo e rielaborato da Charlie Chaplin, che potrà farvi capire molte cose:


C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.

Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”. Allora la moglie disse a suo marito: “Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio”. Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.
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Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “Guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa”. Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.

Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “Pover'uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino. E povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!”. Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
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Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: “Sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!” Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.
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Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “Guarda quei tre idioti: camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!


Cosa insegna questa storia? Qualunque azione facciate, qualunque comportamento teniate, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarvi. L'unica soluzione è quella di non dar peso ai giudizi altrui e di andare avanti per la propria strada, ascoltando solamente la propria coscienza.


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10 settembre 2014

Morte in moto a 160 km/h - Video shock


David Holmes era un ragazzo inglese di 38 anni, con la passione per la motocicletta. Un amore che purtroppo troppo spesso fa rima con alta velocità e che ogni anno lascia distesi senza vita in mezzo alla strada circa 1.300 persone solo in Italia, più di 3 al giorno.


David amava girare con la telecamera sul casco e così è stato anche per il suo ultimo viaggio. La famiglia ha così deciso di sensibilizzare l'opinione pubblica diffondendo il filmato dell'incidente mortale, provocato dall'eccessiva velocità del veicolo a due ruote (160 km/h):




Esiste in rete un tool per calcolare lo spazio di frenata necessario a seconda della velocità e delle condizioni dell'asfalto. Vi basti sapere che a 50 km/h sull'asciutto sono necessari 27 metri di distanza dall'ostacolo posto di fronte (quanto un campo da basket), a 130 km/h servono 125 mt, a 160 km/h 178 mt (quasi quanto 2 campi da calcio). Su strada bagnata dovete aggiungere un ulteriore 20%.


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