Se dovessi valutare il mondo del calcio per quello che è, senza dubbio avrei smesso di seguirlo da almeno una decina di anni: troppi interessi economici, giocatori strapagati e senza dignità, tifoserie stupide e violente.
Riesco ancora a seguire questo sport solamente perché lo ritengo il gioco più bello del mondo, ma solo dal punto di vista estetico. Certi gesti tecnici, certe giocate spettacolari valgono da sole il prezzo del biglietto.
Il problema è che questo sistema non può rimanere in piedi per molto, a meno che qualcuno non intervenga dall'alto per riportare la situazione ad un livello decente.
Se volessimo fare un paragone, i club sono diventati come le banche ed i calciatori rappresentano i cosiddetti titoli tossici. Le grandi squadre acquistano giocatori grazie agli introiti delle pay tv e del merchandising (quindi con i nostri soldi), ma allo stesso tempo continuano ad indebitarsi sempre di più. Con l'introduzione del rigore finanziario, molti club sono falliti negli anni e molti altri sono stati "salvati politicamente" o sono tenuti in piedi artificialmente per evitare problemi di ordine pubblico. Tutto questo perché i costi di gestione sono ben superiori agli incassi, nonostante ogni anno aumenti il prezzo dell'abbonamento alla nostra squadra del cuore.
Come mai non viene introdotto il "salary cap", ovvero il tetto agli ingaggi? Il tifoso medio guadagna 18.000 euro netti all'anno, un calciatore mediocre di serie A arriva a 500.000 euro netti, quasi trenta volte tanto. Si impiega quasi una vita lavorativa per fare ciò che un giocatore da quattro soldi e mezzo analfabeta mette da parte in un anno, non vi pare assurdo?
Qualcuno obietterà che lo sportivo a 35 anni smette con il pallone; bene, allora paghiamo i suoi 10 anni di carriera quanto i 40 anni dell'operaio, quindi 80.000 euro all'anno. In questo modo, con un tetto fissato a livello mondiale, probabilmente tornerebbero di moda anche le "bandiere" delle squadre, non più sollecitate a cambiare casacca per meri fini economici, si potrebbero ridurre i costi di accesso agli stadi, sempre più tristemente deserti, e calerebbero i prezzi delle pay-tv. Inoltre, cosa ancora più importante, si tornerebbe a vivere il calcio come uno sport e non come un business, insegnando ai bambini quei valori che purtroppo fin da piccoli perdono a causa di un sistema profondamente malato. Fantascienza?
Vi lascio con questo video che riassume bene il mio pensiero. si tratta della canzone "Controcalcio" degli Statuto:
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