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6 ottobre 2011

La sentenza europea sui diritti tv che scuote il calcio


Decoder, calcio, diritti tv, sentenza, Sky, Premier LeagueSentenza epocale per quanto riguarda i diritti televisivi satellitari in Europa, che per certi versi ricorda la famosissima "sentenza Bosman": secondo l'Alta Corte dell'Unione Europea, non si può vietare, in quanto contrario al diritto comunitario, l'utilizzo di schede satellitari rilasciate da emittenti tv di altri paesi per vedere avvenimenti sportivi.
Detto ancora più semplicemente, se io volessi vedere le partite del campionato italiano inserendo nel decoder la scheda satellitare prepagata di una televisione turca (ovviamente con tutti i disagi del caso per quanto riguarda la lingua) , non violerei alcuna legge o contratto.


La sentenza nasce dal ricorso della proprietaria di un pub inglese di Portsmouth, multata per un importo di oltre 9.000 euro per aver trasmesso le partite della Premier League utilizzando l'abbonamento alla tv satellitare greca, regolarmente pagato ed abilitato per la trasmissione in luoghi pubblici.


La cosa mi ha incuriosito non poco e dunque sono andato a sbirciare i costi di abbonamento per gli esercizi commerciali nei vari paesi europei: ovviamente i prezzi variano in base al pacchetto acquistato (calcio tutto incluso, solo alcuni campionati o partite, ecc.) ma le differenze arrivano anche a 300-600 euro al mese per trasmettere grosso modo gli stessi eventi sportivi.


Chissà adesso come si comporteranno i gestori di pub e bar e quale sarà la contromossa economica dei colossi delle tv satellitari. Si coalizzeranno tra di loro per schiacciare le emittenti dei paesi più piccoli e negoziare i diritti televisivi a livello europeo e non più nazionale oppure ci sarà un ridimensionamento economico, cosa che mi auguro, del mondo del pallone?


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25 febbraio 2011

Ricorso strisce blu a pagamento, ecco quando la multa è illegale


Come fare ricorso per la multa sulle strisce blu, parcheggi blu irregolari, ricorso per contravvenzione su strisce blu Roma, Milano, Torino, Firenze, BolognaArriva un'altra buona notizia per chi lotta contro i parcheggi blu a pagamento, che in questi anni hanno invaso le città italiane lasciando pochissimo spazio per la sosta gratuita delle automobili, vessando i cittadini con milioni di contravvenzioni.


Stando al servizio de "Le Iene" del 23.02.2011, tutto ruota intorno alla definizione di carreggiata, che secondo la descrizione riportata al punto n. 7, del comma 1, dell'articolo 3 del Nuovo Codice della Strada, “è la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine". Praticamente la carreggiata è quella parte compresa tra i due marciapiedi che stanno ai lati della strada.
Per quanto riguarda le zone di sosta, invece, con l' articolo 7 comma 6 dello stesso codice si chiarisce che “le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico".


Secondo il parere di tre avvocati interpellati sulla questione, sarebbe possibile fare ricorso contro le multe prese per aver parcheggiato sulle strisce blu a pagamento disegnate all'interno della carreggiata, con ottime possibilità di vittoria. Staremo a vedere gli sviluppi futuri e come si esprimeranno i giudici di pace.


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24 settembre 2009

Multa su strisce blu, ricorso per parchimetri fuorilegge


Una buona notizia per tutti quelli che hanno preso una contravvenzione sulle strisce blu a causa del biglietto del parchimetro (o parcometro) scaduto.
A quanto pare, al momento tutti i parchimetri italiani potrebbero essere fuorilegge, per mancanza di una direttiva ministeriale. A stabilirlo è una sentenza di un giudice di pace di Firenze che, chiamato a decidere su una multa inflitta ad un automobilista a cui era scaduto il tagliando a tempo, si è visto porre il quesito dall'avvocato del multato.


L'articolo 7, comma 1, lettera f del Codice della strada prevede che i comuni possano istituire aree di sosta a pagamento "... fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ...". Peccato che, dopo molte ricerche, il giudice non abbia trovato traccia delle direttive. Quindi ricorso accolto e multa annullata.


Questo vuoto legislativo potrebbe innescare ricorsi a valanga in tutta Italia; solo a Firenze, dall'inizio dell'anno le multe inflitte per la sosta scaduta sulle strisce blu ammontano ad oltre 8.000. Se avete bisogno di fare ricorso contro il comune, ecco qua un valido avvocato a Firenze; ditele che vi mando io, vi tratterà benissimo.


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23 aprile 2009

Come evitare una querela, guida per blogger


Chi fa il giornalista lo sa bene: il rischio di essere querelati da qualcuno per aver scritto un articolo su un determinato argomento è sempre dietro l'angolo.
Chi invece gestisce un blog o partecipa ad un forum spesso ignora questo pericolo e si lascia andare ad affermazioni che possono essere lesive della reputazione o dell'onore di una persona o delle istituzioni. Ed ecco che può scattare la querela, con pene che vanno dalla reclusione a sanzioni pecuniarie non indifferenti.

Per evitare di beccarsi una querela è bene dunque conoscere certi accorgimenti e regole di buon senso, in modo da limitare al minimo le possibilità di essere denunciati.
In rete ci sono alcune pubblicazioni che spiegano come fare, una di queste è la guida per evitare le querele. E' consigliata un'attenta lettura.


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27 maggio 2008

I paradossi della giustizia italiana


In Italia la giustizia va al contrario ed ogni giorno assistiamo a situazioni paradossali che lasciano a bocca aperta.

Succede infatti che se una persona esce con la macchina pur consapevole di non avere la patente, passa con il semaforo rosso ad 80 km/h in una zona con traffico elevato, prende in pieno 2 ragazzi in motorino uccidendoli sul colpo e scappa via senza soccorrerli, al massimo può essere accusato di omicidio colposo.
Se invece un'altra persona trova un malvivente in casa propria e, per difendere se stesso e la sua famiglia dalle possibili e frequenti violenze, spara con la pistola uccidendolo, allora non può essere meno di omicidio volontario.

Dico io, ma siamo impazziti o cosa???


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14 dicembre 2007

Furto d' identita' in rete, la Cassazione condanna l' imputato


Forse, dopo aver letto questa notizia, qualcuno smetterà di rubare l'identità ad altre persone in rete.

La Corte di Cassazione (quinta sezione penale, sentenza n.46674) ha infatti confermato la condanna di un imputato, avuta in secondo grado, per sostituzione di persona, perchè "al fine di procurarsi un vantaggio e di recare un danno ad una donna, creava un account di posta elettronica apparentemente intestato a costei e, utilizzandolo, allacciava rapporti con utenti della rete Internet e induceva in errore sia il gestore del sito sia gli utenti".

"Il soggetto indotto in errore - si legge nella sentenza - non è tanto l'ente fornitore del servizio di posta elettronica, quanto piuttosto gli utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona, in realtà inconsapevolmente si sono trovati ad avere con una persona diversa". Secondo la Suprema Corte "non è affatto indifferente, per l'interlocutore, che 'il rapporto descritto nel messaggio' sia offerto da un soggetto diverso da quello che appare offrirlo, per di più di sesso diverso".

La prossima volta, dunque, pensateci bene prima di spacciarvi per qualcun'altro!


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23 novembre 2007

E' questa la giustizia che vogliamo in Italia ?


Ogni giorno che passa scopro un motivo in più per vergognarmi di essere italiano.

E' possibile che in un paese facende parte del G8, ricco di cervelli e di cultura, di opere d'arte, di paesaggi mozzafiato unici nel mondo, naturale discendente dell'impero e del diritto romano, ci siano delle leggi che fanno a cazzotti con la logica e che la loro applicazione sia spesso totalmente arbitraria?

E' possibile che in Italia una persona ubriaca, senza patente e con il permesso di soggiorno scaduto, uccida 4 ragazzi e si prenda solo 6 anni di ARRESTI DOMICILIARI in un RESIDENCE sul mare (e poi c'è anche qualche persona senza scrupoli che gli offre 50 mila euro per i diritti sull' autobiografia), mentre una maestra elementare, commettendo un abuso ed appiccicando del nastro adesivo sulla bocca di un bambino troppo petulante ed agitato, rischi fino a 4 anni di reclusione?

E' questa la giustizia che vogliamo e che ci meritiamo?
Voi che ne pensate?


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