29 dicembre 2009

Alternative e concorrenza a Trenitalia


La concorrenza tra imprese è sempre un bene per il consumatore, ma è anche vero che spesso è un danno per le aziende.

Dopo decenni di assoluto monopolio, adesso anche Ferrovie dello Stato, alias Trenitalia, comincia ad avere qualcuno alle spalle da cui guardarsi. In silenzio.


Sono state inaugurate da pochi giorni alcune tratte ferroviarie per collegare il nord Italia (Milano, Bologna, Verona, Trento, Venezia, Udine, ecc) ad Austria e Germania, attraverso le carrozze ed i locomotori della compagnia Austro-Tedesca OBB.

Treni puliti, puntuali, con un ottimo servizio e prezzi allettanti. Ma nessuno ne parla. Come mai?


Per capire come funziona qua da noi la concorrenza, leggetevi bene questo articolo.
Per approfondire l'argomento, ecco un servizio di Repubblica.


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24 dicembre 2009

Il PIL è un vero indicatore di benessere ?


Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy tenne, presso l'università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava, tra le altre cose, l'inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate.

Tre mesi dopo venne ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America.


Queste le sue parole, che vi consiglio di leggere con attenzione:

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.


Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.


Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.


Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.


Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.


Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.


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23 dicembre 2009

Auto Vs Treno, il costo chilometrico reale


Capita spesso, quando si vuole organizzare un viaggio, di comparare le tariffe del treno con il costo sostenuto per affrontare il medesimo tragitto in automobile.
Questo confronto però non tiene mai conto delle reale costo chilometrico dell'autovettura, ma si limita a mettere sul piatto della bilancia il biglietto del treno da una parte e la somma delle spese per benzina ed autostrada dall'altra.


La macchina, purtroppo, ha dei costi di manutenzione non indifferenti, che fanno lievitare enormemente le spese. Facciamo un esempio e supponiamo di voler andare da Firenze a Roma.

* * * * *
Piccola digressione: per la simulazione, prenderemo un'utilitaria del valore di 16.000 euro che percorrerà nella sua vita 180.000 chilometri in 10 anni, con un consumo medio di 18 km con un litro.
Per coprire questa distanza avremo bisogno di 10.000 litri di carburante, almeno 4 cambi gomma, 8 cambi dell'olio, 4 cambi delle pasticche dei freni, qualche liquido da sostituire, almeno un paio di riparazioni generiche (mi sono tenuto basso) e la revisione periodica.
Ci sono poi i costi fissi di assicurazione e bollo, indipendenti dal chilometraggio percorso.

Se avete voglia di seguirmi nel ragionamento, facciamo un po' di conti:

16.000 euro di costo auto +
12.300 euro di benzina +
800 euro per 4 cambi gomma +
400 euro per 4 cambi pastiglie +
100 euro di liquidi +
400 euro di revisione +
600 euro di riparazioni=
30.600 euro in 10 anni

30.600 euro per percorrere 180.000 Km dà un costo di 0,17 euro al chilometro.

Se a questa cifra aggiungiamo i costi fissi di assicurazione e bollo, stimando la loro somma in 900 euro l'anno (anche qua mi sono tenuto molto basso), raggiungiamo i 39.600 euro in 10 anni.

39.600 euro per percorrere 180.000 Km dà un costo di 0,22 euro al chilometro.

* * * * *

Torniamo ora alla tratta Firenze-Roma. Con il treno il costo è di 59 euro in prima classe e 44 euro in seconda.
Con la macchina sono 284 Km di strada e se calcoliamo la spesa alla vecchia maniera si avrebbe: 284 Km diviso 18 Km/l = 15,7 litri x 1,23 euro (costo carburante al litro) = 19,3 euro + 15 euro di pedaggio = 34,3 euro

Tenendo invece in considerazione tutte le spese sopra citate, possiamo facilmente calcolare che ci occorrono 0,22 euro per 284 Km = 62 euro + 15 euro di pedaggio autostradale = 77 euro


Come vedete, la nuova stima, per quanto approssimativa, è più del doppio di quella precedente.
Con questo discorso non voglio né incentivare l'uso del treno (la cui qualità, almeno in Italia, è molto discutibile) né demonizzare l'automobile (talvolta indispensabile), ma sensibilizzare tutti sui costi reali di una semplicissima utilitaria a cui, in molti casi, si potrebbe tranquillamente rinunciare.


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22 dicembre 2009

Se nel mondo fossimo in 100, come saremmo suddivisi?


Tempo fa Ronald Baird ha riprodotto il mondo in scala, tramutandolo in un piccolo villaggio di cento abitanti.
Nel far ciò ha mantenuto perfettamente statistiche e condizioni reali.
In quel piccolo villaggio saremmo così divisi:
57 asiatici
21 europei
14 americani (intero continente)
8 africani
52 donne
48 uomini
70 non bianchi
30 bianchi
89 eterosessuali
11 omosessuali
70 non cristiani
30 cristiani

6 persone sarebbero proprietarie del 59% di tutta la ricchezza del villaggio (tutti e sei sarebbero degli Stati Uniti)
80 vivrebbero in abitazioni al limite della vivibilità
72 sarebbero analfabeti (e soltanto uno avrebbe condotto a termine gli studi universitari)
1 avrebbe il computer
50 vivrebbero malnutriti e rischierebbero ogni giorno di morire di stenti.
20 non avrebbero acqua potabile

Conclusioni
Chi attualmente ha corrente elettrica, provviste nel frigorifero e qualche vestito nel guardaroba rientra nel 23% dei benestanti.
Chi si alza la mattina in buona salute consideri che oltre un milione di persone lasceranno questo mondo entro la settimana.
Chi non ha fatto esperienze di tortura, prigione, guerra, gravi abusi o minacce, pensi che oltre due miliardi di individui le hanno fatte.
Chi ha un libretto in banca e denaro nel portafogli sappia che rientra nel 11% della popolazione.
Chi può permettersi di spendere soldi per acquisti considerati superflui o per merce non di prima necessità sappia di far parte di quell'8% di fortunatissimi.


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18 dicembre 2009

Lentamente Muore - Martha Medeiros


Lentamente Muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicita'.

Martha Medeiros


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