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24 febbraio 2014

Italia Vs Germania, prezzi al supermercato


Interessante video del solito Lambrenedetto XVI, che ci mostra senza troppi fronzoli le differenze di prezzo tra Italia e Germania sui più comuni articoli di uso quotidiano acquistabili al supermercato.
Conoscendo abbastanza bene i costi dei prodotti qua da noi, posso affermare che questo video rispecchia al 70-80% la reale situazione. Ed è giusto porsi la domanda finale dell'autore: di chi è la colpa ?


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31 gennaio 2014

La verità sul decreto Imu Bankitalia


Tutti i media vi hanno fatto credere che l'approvazione del decreto denominato "Imu-Bankitalia" fosse indispensabile per non pagare la seconda rata Imu. Niente di più falso.
Il vero regalo della politica è stato fatto a banche ed assicurazioni: ben 7,5 miliardi di euro (2 volte il valore dell'Imu) sono passati dallo Stato a questi gruppi privati, soldi dei cittadini che, ovviamente, a breve dovremo tirare fuori per far quadrare i conti.


Ascoltate attentamente questo intervento di Gianni Dragoni a Servizio Pubblico, che smentisce di fatto tutte le balle dei giornalisti (Santoro compreso) e dei politici,  dando piena ragione a ciò che il Movimento 5 Stelle ha denunciato da tempo:


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17 dicembre 2013

Svegliamoci


Ho la netta sensazione che il contenuto di questo video non sia frutto della mente contorta di qualche complottista dell'ultima ora, ma che piuttosto denunci chiaramente la situazione in cui oggi si trova il mondo: da una parte poche persone con in mano il potere, dall'altra la massa che subisce più o meno silenziosamente. E' ora di svegliarsi.


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7 aprile 2013

Maurizio Pallante e la Decrescita Felice - Video illuminante


Conoscevo e stimavo già da tempo Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, ma ascoltare dal vivo la sua conferenza di qualche giorno fa, organizzata dal Movimento 5 Stelle di Firenze, è stato veramente illuminante e costruttivo.


Forse in pochi sanno cosa sia davvero la "decrescita felice" e in questo senso i media fanno assoluta disinformazione, dipingendola come una rinuncia alla bella vita di persone tendenzialmente taccagne. Nulla di più falso, è esattamente il contrario.
La decrescita felice è una filosofia di vita, che si scontra con la visione degli economisti che vedono nella crescita del PIL la soluzione a questa crisi; purtroppo è proprio questa ricerca della crescita infinita che ha portato alla recessione. Ecco qua sotto il video della serata, che consiglio a tutti di ascoltare:


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24 gennaio 2013

Dove vivere con 800 euro al mese


Dove vivere con 800 euro al mese di pensione nel mondo, Pensionati all'esteroMentre il costo della vita in Italia aumenta in continuazione, le pensioni rimangono ferme al palo e così per gran parte degli ultra sessantenni diventa sempre più difficile condurre una esistenza dignitosa.
Per questo motivo negli ultimi anni stiamo assistendo ad un massiccio esodo di italiani verso mete più o meno esotiche dove una pensione da 800 o 1000 euro al mese permetta di trascorrere una vita tranquilla se non addirittura da gran signori, cosa qua da noi impossibile tranne per chi percepisce una pensione che vada oltre i 3.000 euro al mese.


Ecco dunque un articolo, tratto da Panorama, che elenca nel dettaglio pregi e difetti delle mete estere più in voga tra gli italiani, come Isole Canarie, Tunisia, Thailandia, Santo Domingo, Brasile, Kenya, Costarica, Bali o Capoverde. Per ciascuna destinazione si evidenzia il costo della vita, prezzo medio di acquisto ed affitto di case, costo della benzina, di una cena al ristorante e dell'assicurazione sanitaria.


L'articolo è scaricabile cliccando qua. Curioso che sia stato messo a disposizione dalla rassegna stampa dell'Inps; forse si rendono conto ed in un certo senso ammettono che con certe pensioni vivere in Italia è proprio un'utopia e che solo emigrando è possibile vivere bene con mille euro al mese.


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22 gennaio 2013

Il costo dei prodotti in Germania - Video


In questi ultimi giorni sta spopolando su internet, grazie ad una massiccia condivisione su Facebook, il video di un italiano all'interno di un supermercato in Germania.
Al di là dell'atteggiamento ironico del protagonista, che a molte persone potrebbe risultare anche un po' antipatico, e tralasciando le offese gratuite all'italiano medio con il sedere flaccido, il video indiscutibilmente dimostra come certi luoghi comuni siano da sfatare.


Infatti si è sempre sostenuto che i tedeschi guadagnino quasi il doppio degli italiani ma che i prezzi dei prodotti siano il doppio di quelli praticati in Italia, con conseguente equiparazione del costo della vita.

La realtà è che in Germania gli stipendi netti sono molto più alti che Italia ( ecco alcuni esempi: Maestro elementare: 38.000€, Autista di autobus: 28.000€, Meccanico di automobili: 30.000€, Muratore: 30.000€, Operaio specializzato: 29.000€, Cuoco: 30.000€, Caporeparto: 40.000€, Ingegnere: 45.000€, Bancario: 40.000€, Segretaria: 28.000€, Commessa: 24.000€, Operaio generico: 21.000€) mentre il costo dei prodotti è uguale o minore rispetto a quanto praticato da noi, ergo in Germania la vita costa molto meno.


Chissà se i tedeschi baratterebbero una parte del loro stipendio con le nostre bellezze naturali, la nostra storia e la nostra cultura? Mar Mediterraneo, Dolomiti, laghi, buona cucina, campagna, isole, arte e archeologia sono cose che non hanno prezzo.


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31 dicembre 2012

Messaggio di fine anno del Presidente che vorrei - Video


Sarebbe meraviglioso se questa sera, in occasione del tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si rivolgesse agli italiani regalando loro un messaggio colmo di saggezza e che andasse contro l'attuale sistema politico-economico, esattamente come ha fatto il coraggioso Presidente dell'Uruguay Josè “Pepe” Mujica in occasione del G20 di Rio de Janeiro nel giugno 2012.


Vi invito ad ascoltarlo per intero e a riflettere su tutto quanto ha detto; e ricordatevi che "povero non è chi possiede poco, ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto". Grazie Presidente Mujica, sarei molto orgoglioso di averla come Capo dello Stato Italiano. Buon 2013 a tutti !!!



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26 novembre 2012

Come valutare un appartamento


Valutazione appartamento, casa, affitto, costo, prezzo, valore"I prezzi delle case non scenderanno mai, possono solo salire". "Il mattone è il miglior investimento possibile ed è anche il più sicuro". Quante volte abbiamo sentito queste frasi, senza mai metterle in dubbio?


Purtroppo la realtà dei fatti si scontra con questi luoghi comuni, ed oggi più che mai, con il mercato immobiliare che sta crollando assieme al valore degli appartamenti, la cosa è evidente anche a noi comuni mortali, che pensavamo di dormire sonni tranquilli con quell'appartamento comprato con tanti sacrifici ed un bel mutuo trentennale.


Per approfondire la questione e cercare di capire come si muove il mercato immobiliare, quali sono i parametri per una corretta valutazione di un appartamento (da vendere o da comprare) e cosa dobbiamo aspettarci dal futuro a breve-medio termine per quanto riguarda prezzo e valore delle case, segnalo un interessantissimo video della durata di mezz'ora, curato da Giovanni Baudo, l'analista di riferimento di Rischio Calcolato per il mercato degli immobili in Italia.

Il video lo potete trovare su Salvidalcrac.com.


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15 giugno 2012

Il ragionamento non fa una piega


Pochi giorni fa la BCE (Banca Centrale Europea) ha prestato 100 miliardi di euro alle banche spagnole, anch'esse in crisi profonda, ad un tasso agevolato del 3%. Di questi 100 miliardi, una parte consistente (18 miliardi circa) sarà versata dall'Italia, la quale, per ottenere questi soldi, dovrà emettere dei BOT pagando tassi di interesse del 7%.


Tutto questo è assurdo da un punto di vista finanziario, perché il nostro paese dovrà indebitarsi ulteriormente per tentare di salvare una nazione messa leggermente peggio di noi, portandoci ancora di più sul baratro! Forse però è ancora più assurdo vedere l'Italia difesa non dai suoi parlamentari ma da un politico inglese, Nigel Farage, al Parlamento Europeo di Strasburgo:


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9 maggio 2012

Crisi economica e suicidi, una bufala dei media?


Numeri e statistiche suicidi Italia 2012, crisi economicaAmmetto di esserci cascato anch'io, ma credo di essere in buona compagnia: in queste ultime settimane i media stanno dando grande risalto ai numerosi suicidi di cittadini italiani, addebitando la colpa principalmente alla crisi economica e all'impossibilità di molte persone di far fronte ai debiti o di mandare avanti la propria azienda.


Dati statistici alla mano, si scopre invece che la verità è un'altra: dal 1 gennaio all'8 maggio 2012 i suicidi riconducibili a motivi economici sono stati 38, pari a 0,29 al giorno (quasi uno ogni tre giorni).
Nell'intero anno 2010, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui solo 187 per ragioni economiche, dunque una media di 0,51 al giorno (uno ogni due giorni). Nel 2009, invece, sono stati 198 (media 0,54 al giorno) su 2.986 casi.

Allora perché si parla solo oggi di queste morti? Cosa vogliono ottenere i media enfatizzando queste notizie?
In Germania, dove la crisi non è ancora arrivata, il tasso di suicidi è doppio rispetto all'Italia, in Finlandia, paese con un'alta qualità di vita, addirittura 4 volte tanto.


Il rischio concreto, secondo Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, è quello dell'emulazione: "Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso “effetto domino”. Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative".


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23 marzo 2012

La crescita economica non può essere infinita


In televisione e sui giornali, i politici e gli economisti non fanno altro che parlare di crescita come obiettivo primario per il rilancio del paese. Il PIL è diventato, al pari dello spread, l'unico indice con cui misurarsi nella vita quotidiana, mentre nessuno o quasi parla del BIL e del fatto che una crescita infinita è impossibile e soprattutto non auspicabile. A tal proposito vi invito ad ascoltare l'intervista di Luca Mercalli su "L'inganno della crescita".


Per capire il motivo di ciò, basta guardare la metafora di questo video, in cui un piccolo criceto aumenta di dimensione senza rispettare i vincoli imposti dalla natura. Se l'economia e la produzione di beni spesso inutili non smettessero di crescere, cosa potrebbe accadere nel medio termine? Credo che arrivati ad un certo punto sia necessario fermarsi e riflettere, pensando a migliorare la qualità della vita dei singoli individui e trovando un giusto equilibrio tra benessere ed economia:



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22 febbraio 2012

Gli evasori hanno paura dei giubbotti grigi ?


Paura evasione fiscale, scontrini, GdF, Fiamme GialleNell'ultimo periodo, complice la lotta all'evasione fiscale da parte del nuovo governo Monti, mi sono accorto che negozianti, commercianti e liberi professionisti squadrano bene i propri clienti occasionali per capire chi si nasconda dietro quell'apparente aria da finto tonto.


Il caso vuole che quest'anno mi sia comprato un giubbotto color grigio che fa molto Guardia di Finanza; se a questo aggiungiamo il look con baffi e mosca, capelli corti e tipologia fisica, potrei tranquillamente essere scambiato per un militare in borghese pronto a fare accertamenti e controlli fiscali.

Notate queste coincidenze, è iniziato il mio divertimento: ultimamente entro nei negozi o giro tra le bancarelle e comincio a fissare il polveroso registratore di cassa dei malcapitati, fino a quel momento inutilizzato con i precedenti clienti, togliendo lo sguardo non appena vengo messo sotto osservazione dal negoziante. A quel punto faccio finta di dare un'occhiata in giro come fossi un avventore qualunque, ma in questo modo insinuo ulteriormente il dubbio nella mente del potenziale evasore, che pensa: "E se fosse proprio...?".
Infine mi presento alla cassa per saldare il conto dei miei acquisti e, come per magia, ecco che mi viene consegnato uno scontrino fresco fresco di giornata, magari con il numero progressivo 1.


Questo avviene oramai con una costanza disarmante, quindi il consiglio che mi sento di dare è il seguente: caro Monti, se vuoi abbattere l'evasione fiscale regala ad ogni italiano una giacca grigia, il ritorno economico è assicurato!


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29 dicembre 2011

Il potere delle banche spiegato con un cartone animato


Tutto quello che avreste voluto sapere su banche, banchieri, affari, denaro e potere è splendidamente raccontato in questo cartone animato made in USA, ma con sottotitoli in italiano.

Dura mezz'ora, ma vale la pena vederlo sia per farsi un'idea di quante cose non conosciamo sull'argomento e sia per capire il motivo per cui tutto questo ci viene tenuto nascosto:





Fonte: Il potere del qui e ora


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27 dicembre 2011

Gli stipendi netti ed il fisco nei paesi Ocse


Il Corriere della Sera ha pubblicato due interessanti grafici con la classifica degli stipendi medi netti in alcuni delle principali nazioni del mondo (paesi Ocse) e l'incidenza del fisco sulle retribuzioni, relativamente all'anno 2010.

L'Italia, rispetto alla situazione del 2008, è rimasta più o meno nella stessa posizione, mentre c'è un balzo della Svizzera che sale al primo posto.

La lista dei paesi Ocse è la seguente: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi (Olanda e Belgio), Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti, Ungheria e Turchia.


La valuta è espressa in dollari e prende in considerazione un lavoratore single senza figli. Cliccate sull'immagine per ingrandirla.


Stipendio medio netto paesi Ocse, Fisco e tasse
Qua potete trovare una tabella in Excel realtiva al decennio 2000-2010 per tutti i suddetti paesi.


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12 dicembre 2011

Come risparmiare sui prodotti tecnologici


Risparmio tecnologia, cellulari, televisori, notebook, spendere menoAnche quest'anno, nonostante la crisi economica (o forse proprio per questo), siamo incessantemente bombardati dalla pubblicità di prodotti tecnologici: televisori 3D, smartphone, notebook, iPod, iPad, fotocamere e chi più ne ha più ne metta.


Sappiamo che la tecnologia si evolve alla velocità della luce, rendendo obsoleti prodotti usciti appena 5 anni fa (vi rimando a proposito all'obsolescenza programmata), e dunque il voler stare al passo con i tempi richiede uno sforzo economico considerevole.
Ad esempio, un cellulare di ultima generazione costa anche 500 euro, un tv in 3D viene intorno ai 1500 euro e un notebook appena uscito arriva a 1000 euro.


Chi segue un po' l'evoluzione di questi prodotti sa bene che, trascorsi 6 mesi, lo stesso oggetto sarà sul mercato ad un prezzo diminuito del 30%, mentre dopo 12 mesi dalla sua uscita si potrà portare a casa pagando circa il 50% del prezzo originario.
Ovviamente c'è chi, per motivi professionali, ha bisogno di avere quanto di meglio la tecnologia possa offrire in quel momento, ma la stragrande maggioranza delle persone quasi non percepisce nemmeno le differenze tra due modelli usciti a distanza di 6 mesi l'uno dall'altro. In compenso, però, si ritrova a pagare molto di più del necessario.


Il mio consiglio per risparmiare sull'acquisto di prodotti elettronici è quello di rimanere "tecnologicamente indietro" di 6-12 mesi, lasciando che siano altri a pagare i "costi di sviluppo" dei nuovi prodotti. Già, perché vi siete mai chiesti perché lo stesso prodotto costi il 50% in meno dopo soli 12 mesi? Questo avviene non perché siano scesi i prezzi delle materie prime o della manodopera di produzione, ma perché nei primi mesi di vendita le aziende vogliono recuperare i costi sostenuti in ricerca e sviluppo, maggiorando pertanto i prezzi finali e giustificandoli con la fornitura di prestazioni assai migliori.
Lo stesso dicasi per i negozianti, che approfittano del pollo di turno, pronto a vantarsi con gli amici del suo ultimo acquisto, facendogli pagare la novità a caro prezzo.


Ed ecco che comprare un tris composto da tv, cellulare e notebook di ultima generazione oggi vi costerà ben 3000 euro, ma tra soli 6 mesi il loro prezzo scenderà a 2000 euro e ad "appena" 1500 euro tra un anno. Io dico che conviene sempre aspettare, voi che ne pensate?


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6 dicembre 2011

Luca Mercalli e l' inganno della crescita


Un grandissimo "Passaparola" quello pubblicato ieri su Il Blog di Beppe Grillo.
Protagonista il professor Luca Mercalli, volto noto anche in televisione, che riprende il discorso della decrescita spiegando molto bene quale sia in verità "L'inganno della crescita" e quali siano i limiti fisici ed invalicabili del nostro pianeta, basato su un sistema economico sbagliato ed autodistruttivo.

Ascoltate bene questi 17 minuti di video e se condividete queste parole diffondete il messaggio a più persone possibile:




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28 novembre 2011

Decrescita felice, Pil e Bil


Decrescita felice, yogurt, downshifting, PIL, BIL, Maurizio PallanteIl consumismo sta distruggendo il sistema; pensate che se tutto il mondo consumasse quanto gli Stati Uniti, avremmo bisogno di ben 5 pianeti. Con la crescita economica di paesi un tempo sottosviluppati come Cina o Brasile, è evidente che le risorse della terra non basteranno per molto; è questo il motivo che spinge sempre più persone ad abbracciare un movimento cosiddetto di "decrescita felice", in cui sia necessario "rinunciare" a qualche inutile agio della vita moderna per ottenere benefici non misurabili in termini di PIL ma che portino benessere fisico e mentale. Per capire meglio questo concetto, sarebbe utile rileggere il discorso di Robert Kennedy del 1968.


Oggi più che mai le parole d'ordine nella politica sono crescita economica e crescita del PIL. Ma come si fa a pensare che sia ancora valido il binomio crescita = benessere?
Maurizio Pallante è uno dei massimi esperti in Italia di "decrescita felice" ed ha scritto numerosi testi sull'argomento. Uno dei suoi libri si apre con il famoso esempio dello yogurt, che vi riassumo brevemente: lo yogurt che acquistiamo normalmente al supermercato costa 5 euro al chilo, percorre circa 1500 Km prima di arrivare nel nostro frigorifero ed è contenuto in vasetti monouso di plastica. Fare lo yogurt in casa non richiede imballaggi né trasporto, non necessita di conservanti, costa solo un euro al litro, apporta maggiori fermenti lattici, non produce inquinamento né rifiuti. Tutto questo, però, ha degli incredibili effetti negativi sul PIL.


Non essendoci passaggi di denaro e quindi compravendita, ovviamente cala la domanda di merci, in particolare di yogurt, di carburante per portarlo sulle nostre tavole, di plastica e di cartone per imballarlo, oltre a meno spese per la raccolta dei rifiuti, facendo abbassare il PIL, ma non solo. Cala anche l'IVA, dunque ci sono meno entrate per lo Stato. Inoltre non utilizzando i vasetti monouso di plastica, si consuma meno petrolio, necessario a produrli: quindi meno emissioni di CO2 e calo ulteriore del PIL. Ma non è finita qua.


I fermenti lattici migliorano la situazione intestinale, rendendo inutili purganti. Cala la domanda di purganti, quindi meno trasporto di essi lungo le strade, calo del PIL e meno intasamento per le strade, con conseguente riduzione dello smog. Meno traffico e quindi anche meno incidenti e meno malattie respiratorie, dunque riduzione delle vendite di medicinali, meno ricoveri ospedalieri, meno spese mortuarie e di riparazione degli autoveicoli, meno vendite di automobili.


Il PIL non cresce, ma mi pare evidente che la qualità della vita migliori notevolmente (il meno noto BIL, Benessere Interno Lordo). Visto cosa riesce a fare un semplice yogurt auto-prodotto in casa?


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2 novembre 2011

Default Italia, conto alla rovescia


Fallimento Italia, Default economico, conto alla rovesciaEccomi di nuovo qua, con una ventata di sano ottimismo: sicuramente in molti starete seguendo con apprensione le vicissitudini economiche dell'Italia e dell'Unione Europea, dato che il rischio di bancarotta è veramente dietro l'angolo.


Ebbene, qualche mese fa ha aperto un sito dal nome che è tutto un programma: Defaultitalia.it. Senza voler fare troppo i menagrami, è stato semplicemente inserito un conto alla rovescia che scadrà ad una data ben precisa, ovvero quella che molti economisti ed esperti del settore hanno indicato come il possibile giorno del default economico italiano. Quella data è l' 11/11/2011, predetta il 2 Agosto 2011 (vedi articolo de Il Sole 24 Ore)


Forse non falliremo veramente tra 9 giorni, ma a pensarci bene la coincidenza con la situazione finanziaria attuale è piuttosto inquietante. In compenso, avremo più tempo per preparare la prossima Sagra della Zucca.


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26 ottobre 2011

Distribuzione della ricchezza nel mondo


Basterebbe l'immagine qua sotto per indignarsi e capire che un mondo così non può funzionare. Di che cosa si tratta? E' la distribuzione della ricchezza tra gli abitanti del pianeta nel 2011.



Distribuzione ricchezza mondiale, classifica, percentuale ricchi e poveri

Per chi fosse poco avvezzo ai grafici, spiegherò cosa significa questa piramide. La punta blu corrisponde a coloro che possiedono un patrimonio superiore al milione di dollari, i quali rappresentano solo lo 0,5% sul totale della popolazione. Sappiate che questa piccola minoranza (una persona su 200) detiene circa il 38,5% di tutta la ricchezza mondiale.


Sommando al primo livello blu il secondo in grigio (quelli che hanno un patrimonio tra 100.000$ ed il milione) si evince che l'8,7% della popolazione (circa uno su 11) possiede l'82,1% della ricchezza globale. Aggiungendo anche il terzo livello azzurro (10.000$ - 100.000$), si ha che il 32,3% degli abitanti della terra ha in tasca il 96,6% del benessere.
Per differenza, come si osserva nell'ultimo livello verde (<10.000$), si può affermare che il 67,7% della popolazione (2 persone su 3) detiene solamente il 3,4% della ricchezza mondiale.
Immaginate se questi 3 miliardi di adulti decidessero all'unisono di ribellarsi contro quel miliardo e mezzo di benestanti. Cosa potrebbe accadere?


Per scoprire la vostra posizione nella "classifica" della ricchezza mondiale, provate Globalrichlist. Qua invece la distribuzione della ricchezza in Italia.


Fonte: Credit Suisse Global Wealth Report 2011


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8 ottobre 2011

Come vincere al Lotto


Come vincere sicuro al Lotto, sistema del Lotto intelligente, metodi gratis per vincere al Lotto, trucchi e probabilitàCamillo Benso Conte di Cavour definì il Lotto come "la tassa sugli stolti" ed effettivamente la definizione casca a pennello: ricordatevi infatti che lo Stato Italiano non è un ente di beneficenza e che nel gioco del Lotto, così come nel Superenalotto o nel Win for Life, chi ci guadagna sono sempre le casse statali.
Ancora più taglienti sono le parole del filosofo americano W.V. Quine, il quale ha scritto che "possiamo plaudire alla lotteria di Stato come a un sussidio pubblico per l’intelligenza. Il Lotto produce entrate pubbliche calcolate per alleggerire il fardello di esazioni che grava su di noi avveduti cittadini, che ci asteniamo dal partecipare a lotterie, a spese dell’ottenebrata massa degli incauti speranzosi".


Perché li ha definiti incauti speranzosi? Nel Lotto, a differenza di altri giochi in cui vi è un montepremi da dividere, la vincita è proporzionale a quanto si è giocato, ma purtroppo non è equa, come si dice tecnicamente.

Cosa significa vincita equa? Per fare un esempio banale, quando lancio una moneta ho due sole possibilità: testa o croce. Se il banco mi pagasse il doppio di quanto ho giocato ogni volta che azzecco la parte, allora quella sarebbe una scommessa equa, in quanto mi verrebbe dato indietro il valore della mia giocata moltiplicato per l'inverso della probabilità di vincere. In questo caso la probabilità di indovinare testa o croce è del 50%, quindi 1/2. L'inverso di 1/2 è 2, fattore per cui andrebbe moltiplicata la somma giocata.


Purtroppo, non essendo il Lotto un gioco equo, accade che le vincite siano pagate ben al di sotto dell'inverso della probabilità di vittoria. L'ambata, ovvero azzeccare un numero solo su una ruota, ha una probabilità di 5/90, essendo 90 i numeri totali e solo 5 quelli estratti. L'inverso di 5/90 è 90/5, ovvero 18. Se l'ambata fosse pagata equamente, lo Stato dovrebbe darvi 18 volte la posta, mentre in verità si limita a pagare 11,23 volte la cifra scommessa, da cui poi bisogna anche togliere una trattenuta del 6%.
Inoltre, più aumentano i numeri indovinati, meno diventa equa la scommessa. Guardate questa tabella, dove con vincita lorda si intende quanto si porterebbe a casa investendo 1 euro:

Numeri giocati Numeri indovinati Vincita lorda (euro) Probabilità di vincita
1 1 11,23 1 su 18
2 2 250 1 su 400,5
3 3 4.500 1 su 11.748
4 4 120.000 1 su 511.038
5 5 6.000.000 1 su 43.949.268


Già azzeccando un terno si ottiene meno della metà di quanto ci spetterebbe secondo il calcolo delle probabilità, per non parlare della cinquina che paga circa 1/7 del dovuto.
Non esiste un metodo per vincere al Lotto, perché ricordatevi che i numeri non hanno memoria e dunque c'è chi si è ritrovato in mutande e senza più la casa in attesa che uscisse un numero ritardatario. Chi vince sempre è lo Stato, che incassa mediamente tra il 30% ed il 40% delle giocate.

Come vincere sicuro al Lotto? Semplicemente non giocando. Sommate quanto avete speso in un anno tra sistemi e numeri secchi e confrontatelo con quanto avete vinto: quasi sicuramente sarete in perdita. Sarebbe stato molto meglio mettere quei soldi da parte in un salvadanaio ed aprirlo dopo qualche mese, proprio come fosse una vincita inaspettata.
Lo strappo alla regola è consentito solamente qualora ci dovesse apparire in sogno qualcuno dettandoci i numeri vincenti. In quel caso, sarebbe un delitto non giocarli.


Ognuno è libero di fare come crede meglio; da parte mia non posso che ringraziare i tanti incalliti giocatori di Lotto per aver rimpinguato negli anni le casse statali, evitando alla collettività ulteriori tasse da pagare.
Vi lascio con le parole di Publio Cornelio Tacito (55-120 d.C.), il quale quasi 2.000 anni fa aveva già capito che "La speranza di diventare ricchi è la più diffusa causa di povertà".


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