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3 marzo 2014

Come vincere alle macchinette


Come vincere alle macchinette slot machinesIn Italia ci sono circa 400.000 slot machines disseminate sul territorio,con il fatturato del gioco d'azzardo che ha toccato gli 80 miliardi di euro. Per farvi capire l'incremento del business, nel 2000 erano "solo" 14 miliardi. Questo è dovuto al fatto che 2 milioni di italiani giocano regolarmente e che circa 800.000 hanno sviluppato una vera dipendenza patologica.


Il problema è che la gente non vuol capire di esser di fronte a sistemi in cui chi vince è uno solo, anzi due: i gestori delle slot e lo Stato Italiano. Infatti ciascuna macchinetta restituisce solo il 75% di quanto incassato ed è ovvio che per la legge dei grandi numeri chiunque è destinato a perdere.
Oltre a questo, è stato evidenziato da Le Iene come sia estremamente facile sapere in anticipo il momento propizio per puntare i propri soldi in una slot machines e portarsi a casa il malloppo; peccato che queste informazioni siano a disposizione dei gestori e non dello sprovveduto cliente (qua trovate il video che spiega il trucco).


Come vincere alle macchinette? Il consiglio è quello già ripetuto nel post come vincere al Lotto: non giocate mai ai giochi di azzardo e mettete da parte i soldi che avreste buttato nella slot machines in un salvadanaio. Dopo 12 mesi lì dentro troverete la vostra vera vincita.



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30 gennaio 2013

Come trovare hotel economici


Come e dove trovare hotel economici, siti alberghi low costEra da un po' di tempo che non cercavo un hotel da prenotare in internet e così, volente o nolente,  mi sono messo alla ricerca di un servizio che confrontasse tutte le offerte presenti in rete per farmi scegliere quella a mio parere migliore.
In passato mi ero avvalso dell'aiuto di altri motori di ricerca specifici per alberghi, come Trivago o Kajak, ma è noto che ogni giorno nascono sul web nuovi servizi migliori dei precedenti, capaci di fornirci informazioni sempre più dettagliate.


Premesso questo, per le vostre prossime ricerche di camere libere mi permetto di suggerirvi Hotelium. Questo servizio scandaglia un sacco di siti di prenotazione alberghiere, compresi quelli meno noti dove ogni tanto capitano promozioni da prendere al volo. Ho fatto qualche simulazione ed i risultati sono decisamente migliori dei suoi concorrenti, sia per i prezzi che per le informazioni fornite. Ad esempio, è messo ben in evidenza, dove possibile, se la colazione è inclusa e se la cancellazione è gratuita, il numero di camere rimaste, il voto dei viaggiatori e a quando risale l'ultima prenotazione.


Ottimi anche i filtri di ricerca, grazie ai quali possiamo selezionare numero di stelle, zona, optional e caratteristiche, tipologia di hotel, fascia di prezzo, ed ordinare i risultati per prezzo, distanza, valutazione ospiti ed altro ancora. In tempo di crisi, se volete un sito dove trovare hotel economici per risparmiare sulla prenotazione alberghiera, Hotelium fa per voi.


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17 ottobre 2012

Pericolo Cash Trapping allo sportello bancomat


Sportello Bancomat manomesso, bancomat clonato, cash trappingGià 3 anni fa vi avevo messi sull'attenti dal pericolo di clonazione del bancomat agli sportelli di prelievo, ma oggi si sta diffondendo una nuova minaccia di cui è bene essere a conoscenza e che vi chiedo di diffondere ad amici e parenti.
La polizia postale ha infatti scoperto numerosi casi di "cash trapping", ovvero "intrappolamento del denaro".


In cosa consiste questa tecnica messa in atto dai soliti malintenzionati? Durante gli orari notturni o nei giorni festivi, il bancomat viene manomesso con l'ausilio di una forcella metallica posta nell'imboccatura da dove fuoriescono i soldi prelevati.
Questa forcella di fatto impedisce al denaro di uscire: l'ignaro cliente, dopo aver letto sul display "Operazione completata / Importo erogato", non vedendo spuntare fuori le banconote, presume si tratti di un problema tecnico e dopo poco si allontana, posticipando il reclamo sul disservizio alla riapertura della banca il giorno successivo.
A questo punto, i ladri intervengono indisturbati, rimuovendo la forcella assieme al denaro prelevato.


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20 aprile 2012

La raccolta differenziata in Germania - Video


Sono rimasto senza parole dopo aver guardato questo video: in Germania, nazione ben più evoluta di noi sotto quasi tutti gli aspetti, la raccolta differenziata di plastica e vetro viene effettuata in alcuni supermercati tramite una macchina elettronica. Questo apparecchio è in grado di valutare se il singolo rifiuto è compatibile e, cosa incredibile, rilascia uno scontrino che può essere convertito in denaro contante (suppongo sia una sorta di buono sconto da spendere all'interno del supermercato).


Mentre noi italiani paghiamo centinaia di euro per la tassa sullo smaltimento dei rifiuti (a proposito, ecco come fare la raccolta differenziata), altrove i cittadini sono pagati per riciclare. Ma in che razza di paese viviamo? Se solo avessimo anche noi apparecchiature di questo genere, con la crisi che si respira, l'Italia sarebbe la nazione più ecologica del mondo ed invece paghiamo per mandare la "monnezza" in Germania e così facendo facciamo arricchire due volte i tedeschi:


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16 febbraio 2012

Risparmiare 6 miliardi di euro: lettera al Ministro della Salute


Le Iene, farmacia, fustelle, truffa, risparmio SSNSpero che molti di voi abbiano visto il servizio de "Le Iene" sulla truffa messa in atto da una farmacia di Novi Ligure, con la complicità di alcuni medici, ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Durante il servizio, la iena Nadia Toffa ha parlato anche di una sperimentazione avvenuta nel Lazio qualche anno fa e durata solo un mese: essa consisteva nell'associare una sola fustella per ciascuna ricetta, mentre oggi è possibile apporvene sopra più di una.


Ebbene, stando ai dati forniti, durante quel mese di prova la spesa sanitaria sarebbe calata drasticamente del 39%. Solo un caso? Credo proprio di no. Evidentemente questo tipo di truffe sono molto più diffuse di quanto si possa pensare. Ipotizzando una certa omogeneità territoriale dell'onestà delle farmacie italiane, ecco che, introducendo questa sperimentazione a livello nazionale, si potrebbero risparmiare 6 miliardi di euro all'anno.


A questo punto ho metaforicamente preso carta e penna ed ho scritto una email al Ministro della Salute Renato Balduzzi, raggiungibile all'indirizzo segreteriaministro@sanita.it. Questo qua sotto è il testo della missiva inviata, chi volesse fare altrettanto può tranquillamente copiare ed incollare:

Buongiorno Ministro Balduzzi,

si parla tanto di riduzione della spesa sanitaria, ma dopo aver visto il servizio de "Le Iene" sulle truffe messe in atto dalle farmacie al SSN sono rimasto allibito. Spero che anche Lei abbia avuto modo di vederlo, per sua informazione l'indirizzo è il seguente:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/283041/toffa-farmacie-fuorilegge.html

In particolare, nel servizio di parla di un esperimento condotto dalla regione Lazio nel 2009 che obbligava l'associazione di una sola fustella per ogni ricetta. In questo modo, in un solo mese la spesa sanitaria sarebbe calata del 39%, con un risparmio di circa 53 milioni di euro. Se tutto questo fosse vero, per quale motivo è stato deciso di interromperlo ?

53 milioni di euro in un mese significano circa 600 milioni in un anno solo per il Lazio. A livello nazionale, facendo le dovute proporzioni, sarebbero 6 miliardi di euro risparmiati in un anno.

Sarebbe opportuno verificare questi dati e proporre una sperimentazione di un anno a livello nazionale, dopodiché si potrebbero tirare le somme.

La ringrazio per l'attenzione


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10 febbraio 2012

Risparmiare leggendo le etichette dei prodotti


Etichette Private Labels, risparmiare supermercatoAvevo già spiegato che cosa sono le Private Labels e di come sia possibile risparmiare al supermercato senza diminuire la qualità dei prodotti acquistati.


A tal proposito, ecco un interessante sito web che analizza nel dettaglio i singoli prodotti e fa ancora più chiarezza sull'argomento: si tratta di Ioleggoletichetta.it, il quale, come dice il nome stesso, rende disponibili a tutti quelle informazioni che ogni consumatore attento dovrebbe leggere sempre prima di mettere un oggetto nel proprio carrello della spesa.


Ad esempio, lo sapevate voi che il latte 500 ml Uht a marchio Coop e quello della Granarolo sono prodotti nello stesso stabilimento? C'è solo una piccola ma enorme differenza, il prezzo. Quello Coop costa 0,38 euro, il Granarolo 0,63 euro.
Perché bisogna spendere il 65% in più (25 centesimi, o le vecchie 500 lire per i nostalgici) per avere la stessa identica cosa? In parte questi soldi servono a coprire i costi pubblicitari della azienda, ma dubito sia la vostra massima aspirazione pagare per vedere uno spot.

Altro esempio, i tortellini Rana e quelli Conad (raffronto del 2009): identici in tutto per quanto riguarda gli ingredienti, a parte la pasta ruvida dei primi. Il costo però è di 3,49 euro contro 1,99 euro. A voi adesso la scelta.


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2 gennaio 2012

Come risparmiare sul canone di affitto


Risparmiare sull'affitto, rinegoziare affitto, contratto locazione, abbassare rata, conduttore, locatoreSappiamo tutti che 5-6 anni fa il mercato immobiliare ha toccato il suo apice e che da allora è in corso una costante discesa dei prezzi delle case, con conseguente abbassamento anche dei canoni di locazione, rinforzato inoltre dall’introduzione della cosiddetta “cedolare secca”.
I canoni di affitto di un appartamento sono scesi, anche nelle grandi città, almeno di un 20%, che tradotto in soldoni significa poter risparmiare da 100 a 400 euro al mese, quindi da 1200 euro a 4800 euro l’anno. Idem è accaduto per le locazioni di locali commerciali ed uffici, i cui canoni spesso sono di diverse migliaia di euro.


Solitamente tutti i contratti di affitto hanno una durata imposta per il locatore (per esempio anni 3+2, 4+4, 6+6) ma per quanto riguarda il conduttore il più delle volte si ha soltanto l'obbligo di qualche mese di preavviso (dai 3 ai 6). Dato il periodo di crisi e recessione che stiamo vivendo, chi ritiene di star pagando un affitto troppo oneroso rispetto alle attuali condizioni di mercato, farebbe bene a valutare la rinegoziazione del contratto di locazione, mettendo in pratica questi 4 consigli:

  1. Valutare bene le attuali condizioni di mercato della propria zona. Se l’offerta di abitazioni in affitto supera la domanda, è ovvio che i prezzi sono destinati a scendere e troverete già molti annunci allettanti. Inoltre il proprietario, rischiando di ritrovarsi l’immobile sfitto per qualche mese, preferirà abbassare la rata piuttosto che non percepire canoni per un certo periodo (con il rischio che il prossimo canone mensile con un altro inquilino sia uguale o minore di quello che voi state chiedendo).
  2. Studiare bene il proprio locatore, per capire se preferisca massimizzare i profitti con un alto rischio di insolvenza o se si accontenta di un inquilino che paghi regolarmente e tenga a posto l’immobile. Va capito inoltre quando incida l’affitto sul suo reddito e se per lui questo sia imprescindibile.
  3. Prima di chiedere una rinegoziazione del contratto d’affitto (cosa che andrà fatta con la massima educazione possibile per aumentare le probabilità di successo) sarebbe opportuno individuare possibili alternative da tirar fuori in caso di risposta negativa, in modo da avere anche una maggiore forza contrattuale con il proprietario e dimostrare che si sta facendo sul serio.
  4. Ovviamente conditio sine qua non per ottenere uno sconto sull’affitto è quella di essere sempre stati puntuali nei pagamenti. Voi fareste mai un favore a chi vi paga quando vuole lui?


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29 dicembre 2011

Il potere delle banche spiegato con un cartone animato


Tutto quello che avreste voluto sapere su banche, banchieri, affari, denaro e potere è splendidamente raccontato in questo cartone animato made in USA, ma con sottotitoli in italiano.

Dura mezz'ora, ma vale la pena vederlo sia per farsi un'idea di quante cose non conosciamo sull'argomento e sia per capire il motivo per cui tutto questo ci viene tenuto nascosto:





Fonte: Il potere del qui e ora


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27 dicembre 2011

Gli stipendi netti ed il fisco nei paesi Ocse


Il Corriere della Sera ha pubblicato due interessanti grafici con la classifica degli stipendi medi netti in alcuni delle principali nazioni del mondo (paesi Ocse) e l'incidenza del fisco sulle retribuzioni, relativamente all'anno 2010.

L'Italia, rispetto alla situazione del 2008, è rimasta più o meno nella stessa posizione, mentre c'è un balzo della Svizzera che sale al primo posto.

La lista dei paesi Ocse è la seguente: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi (Olanda e Belgio), Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti, Ungheria e Turchia.


La valuta è espressa in dollari e prende in considerazione un lavoratore single senza figli. Cliccate sull'immagine per ingrandirla.


Stipendio medio netto paesi Ocse, Fisco e tasse
Qua potete trovare una tabella in Excel realtiva al decennio 2000-2010 per tutti i suddetti paesi.


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26 ottobre 2011

Distribuzione della ricchezza nel mondo


Basterebbe l'immagine qua sotto per indignarsi e capire che un mondo così non può funzionare. Di che cosa si tratta? E' la distribuzione della ricchezza tra gli abitanti del pianeta nel 2011.



Distribuzione ricchezza mondiale, classifica, percentuale ricchi e poveri

Per chi fosse poco avvezzo ai grafici, spiegherò cosa significa questa piramide. La punta blu corrisponde a coloro che possiedono un patrimonio superiore al milione di dollari, i quali rappresentano solo lo 0,5% sul totale della popolazione. Sappiate che questa piccola minoranza (una persona su 200) detiene circa il 38,5% di tutta la ricchezza mondiale.


Sommando al primo livello blu il secondo in grigio (quelli che hanno un patrimonio tra 100.000$ ed il milione) si evince che l'8,7% della popolazione (circa uno su 11) possiede l'82,1% della ricchezza globale. Aggiungendo anche il terzo livello azzurro (10.000$ - 100.000$), si ha che il 32,3% degli abitanti della terra ha in tasca il 96,6% del benessere.
Per differenza, come si osserva nell'ultimo livello verde (<10.000$), si può affermare che il 67,7% della popolazione (2 persone su 3) detiene solamente il 3,4% della ricchezza mondiale.
Immaginate se questi 3 miliardi di adulti decidessero all'unisono di ribellarsi contro quel miliardo e mezzo di benestanti. Cosa potrebbe accadere?


Per scoprire la vostra posizione nella "classifica" della ricchezza mondiale, provate Globalrichlist. Qua invece la distribuzione della ricchezza in Italia.


Fonte: Credit Suisse Global Wealth Report 2011


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24 ottobre 2011

I migliori pannolini per neonati


Migliori pannolini per bambini, prezzo pannolini ecologici lavabili, costo e offerte pannoliniData l'età che avanza inesorabilmente, oramai frequento maggiormente coppie con bambini rispetto ad amici ancora senza prole. A loro ed a tutte le neo mamme farà sicuramente piacere conoscere i risultati di un'indagine di Altroconsumo, nella quale sono stati analizzati e confrontati gli assorbenti per neonati, decretando quali siano i migliori pannolini per bambini in vendita sul mercato italiano.


Per ogni marca è stato valutato il potere traspirante, quello assorbente, la vestibilità, la morbidezza della superficie, la protezione dall’umidità, oltre chiaramente al prezzo (guardate il video allegato per scoprire la metodologia del test). Utilizzando tutti questi parametri, Altroconsumo ha stilato una classifica dei pannolini che riporto qua sotto:

  1. TOUJOURS (LIDL)
  2. PAMPERS PROGRESSI
  3. CONAD PANNOLINI
  4. PAMPERS PROGRESSI FLEX ADAPT
  5. CHICCO
  6. PAMPERS BABY DRY
  7. MOLTEX OKO
  8. COOP CRESCENDO
  9. HUGGIES
  10. CARREFOUR
  11. HUGGIES UNISTAR
  12. AUCHAN COMFORT PLUSInserisci link

Riassumendo, 5 pannolini sono stati giudicati buoni, 3 sufficienti e 2 bocciati. Come vi dicevo l'altro giorno parlando delle Private Labels, molto spesso marche famose ed altre meno conosciute vengono prodotte dagli stessi stabilimenti, con differenze impercettibili tra i prodotti ma con risparmi di costo che possono arrivare anche a 300-400 euro all'anno, perché alla fine sul prezzo finale paghiamo soprattutto la pubblicità piuttosto che la qualità.
Nel test sono inoltre stati valutati i pannolini lavabili ed ecologici per neonati, risultati però a sorpresa peggiori degli usa e getta in quanto meno traspiranti.




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19 ottobre 2011

Risparmiare al supermercato con le Private Labels


Private Label Italia, significato, come risparmiare al supermercatoSapete che cos'è una Private Label? Probabilmente il nome non vi dice nulla, ma ogni volta che andate a fare la spesa al supermercato i vostri occhi ne vedono a centinaia e di certo alcuni di questi prodotti finiscono nel vostro carrello.


Le Private Labels sono gli articoli in vendita con il logo del supermercato, come ad esempio i prodotti a marchio Coop (o Moneta che Ride), Esselunga (o Fidel), Carrefour, Auchan, Conad, Panorama, eccetera. Ormai se ne contano a migliaia ed il loro numero è in costante aumento così come i dati sulle vendite, dato che questi prodotti costano mediamente tra il 20% ed il 50% in meno ed in tempo di crisi si cerca di risparmiare su tutto.


Il luogo comune su questi articoli è che ad un prezzo nettamente più basso corrisponda necessariamente una qualità inferiore, ma per fortuna questo non è quasi mai vero e vi spiego perché.
Innanzitutto su questi prodotti il consumatore finale non paga i costi di pubblicità, che possono arrivare anche al 50% del prezzo di vendita. Inoltre, basta dare un'occhiata all'etichetta per rendersi conto di come stanno le cose: quasi sempre gli stabilimenti di produzione sono gli stessi da cui escono marchi ben più noti.
Qualcuno obietterà dicendo che sulle Private Labels si utilizzano materie prime più scadenti, ma spesso confrontando gli ingredienti e le tabelle nutrizionali ci si accorge che le differenze sono inesistenti o minime.


Qualche esempio concreto? Il gelato Esselunga è prodotto da Sammontana, il riso Carnaroli Coop e quello Scotti escono dallo stesso stabilimento, così come la polpa di pomodoro Esselunga e quella Santa Rosa o il succo di frutta Esselunga e quello Santal. Ovviamente di situazioni analoghe ce ne sono a centinaia, basta avere la pazienza di leggere le etichette.


Chi ci guadagna? Sicuramente il consumatore finale, che paga meno, ed il supermarket, che fidelizza il cliente ed ha margini più alti su questi prodotti. Chi ci rimette? E' probabile che le grandi marche riescano comunque a mantenere la loro fetta di mercato, mentre i piccoli e medi produttori si trovano a competere aspramente con le Private Labels, le quali, come è logico, hanno un trattamento di favore in termini di visibilità e promozione all'interno del supermercato di competenza.


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17 ottobre 2011

Come divorziare velocemente


Come divorziare velocemente in Romania, divorzio veloce e rapido, divorzio lampo e low costDopo i dentisti low cost, ecco arrivare anche gli avvocati a basso costo e super veloci. L'Unione Europea sta lentamente portando ad un'armonizzazione delle tariffe (e speriamo anche dei tempi della giustizia) nel continente, ma in Italia certe "caste" non mollano facilmente l'osso ed i privilegi che hanno conquistato nel corso degli anni.


Per fortuna, il diritto europeo aiuta chi volesse risparmiare un po' di soldi nel caso, ad esempio, di un divorzio: infatti, mentre in Italia i tempi giuridici per divorziare sono di circa 3 anni con una parcella che arriva anche a 6.000 euro, in altri paesi europei la procedura dura solo 6 mesi con un costo di soli 1.500 euro. E' il caso della Romania, dove oramai sempre più italiani si recano rivolgendosi ai legali ed ai tribunali del luogo per mettere fine al proprio matrimonio. Il loro slogan è: "Venite da noi, più rapidi e più economici. Divorzi low cost e last minute".


Come funziona? Chi volesse divorziare deve prendere un immobile in affitto per almeno 3 mesi in Romania, in modo da ottenere un domicilio temporale. Dopo un mese inizierà la pratica, nel giro di 60 giorni la prima udienza e poi altri 30 giorni per avere la sentenza scritta, valida ovviamente in tutta l'Europa. Il cliente si deve limitare a firmare una delega a procedere, dopodiché si occuperà di tutto l'avvocato.


P.S. Dato che questo articolo mi crea un conflitto di interessi non indifferente, tengo a ricordare che anche in Italia molti avvocati, specialmente i più giovani, permettono di separarsi e di divorziare a costi ragionevoli, in linea con quelli rumeni. Sui tempi, però, dipende molto dai tribunali italiani. Se cercate un bravo avvocato a Firenze che sia anche economico, contattatemi o seguite il link.


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7 settembre 2011

Fare soldi creando musica e jingles su Audiodraft


Fare soldi con la musica, guadagnare contest online audioDopo avervi segnalato tempo fa come guadagnare soldi online inventando slogan su Bootb (per i creativi pubblicitari), questa volta mi rivolgo ai suonatori e ai creatori di musica suggerendo di dare un'occhiata ad Audiodraft.com, un vero punto di incontro tra produttori e clienti.


Anche in questo caso, per vincere i soldi messi in palio è necessario partecipare ad un contest online, della durate di alcuni giorni, in cui è spiegato dettagliatamente cosa vuole il richiedente.
Le proprie composizioni vanno poi inserite in formato wav o mp3 in modo che un'apposita giuria possa valutarle e selezionarle.
I premi sono molto interessanti, con punte di 2.500$ e 10.000$: in particolare, adesso la Nokia sta cercando qualcuno che dia una rinfrescata musicale all'inconfondibile e famosissimo jingle della casa finlandese.
Inserisci link


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26 agosto 2011

Chiedere il rimborso a Groupon


Come farsi rimborsare da Groupon, come chiedere il rimborso a Groupon e Groupalia, riavere soldi da Groupon, riaccredito couponUn po' di tempo fa mi è capitato di dover richiedere un rimborso a Groupon, in quanto purtroppo il fornitore non era in grado di soddisfare il servizio da me acquistato nei tempi desiderati (per la ricarica dell'aria condizionata dell'automobile l'officina mi aveva fissato un appuntamento tra 6 mesi, a dicembre, con la temperatura esterna a 5 gradi...).


Pertanto, il giorno successivo all'acquisto ho inviato una email all'indirizzo info@groupon.it, chiedendo il rimborso della cifra spesa e senza specificare i motivi del mio ripensamento.
Questo è il testo della missiva, il cui oggetto era "Richiesta rimborso coupon Nr. XXX/YYYY":

Buongiorno, con la presente sono a richiedere il rimborso del Codice Coupon Nr. XXX/YYYY.
Vi prego di riaccreditare i ZZZ euro sulla carta di credito e di informarmi dell'avvenuta operazione.


grazie

Nome Cognome


(Ovviamente voi dovrete inserire il vostro codice coupon, la cifra spesa ed il vostro nome).


Nel giro di pochi minuti ho ricevuto una prima email automatica dal Customer Care Groupon con scritto:

Gentile Cliente, Abbiamo ricevuto la sua richiesta di assistenza, Stiamo lavorando per rispondere alla sua email il prima possibile. Il suo codice identificativo per la richiesta è XYZ e potra´essere utilizzato per future comunicazioni. Augurandoci di risolvere il suo problema nel piu´breve tempo possibile, le porgiamo i nostri cordiali saluti. Lo staff di Groupon

Dopo un paio d'ore, ecco una nuova mail "umana" con la conferma del riaccredito:

Gentile Cliente, Grazie per aver contattato Groupon Italia. Con la presente le comunichiamo che è stato emesso in data odierna un rimborso nei suoi confronti per il valore di ZZZ €. Visualizzerà lo storno direttamente sulla carta di credito utilizzata per l'acquisto entro qualche giorno. Le consigliamo di informarsi direttamente presso il suo istituto bancario riguardo alle tempistiche di accredito che differiscono in base al proprio gestore di circuito. Cordiali saluti


In effetti, ho riavuto indietro i miei soldi in meno di 24 ore.
Se invece siete rimasti insoddisfatti di Groupon, qua potete iscrivervi a Groupalia, che spesso ha offerte anche migliori.


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4 luglio 2011

Valutare se acquistare un prodotto tecnologico o aspettare


Previsioni andamento prezzi tecnologia, tv, laptop, notebook, prezzo giusto oggetti elettronici, decidere se acquistareVi è mai capitato, al momento dell'acquisto di un prodotto tecnologico, di essere assaliti dal dubbio che il prezzo da pagare non sia congruo e che possa scendere da un momento all'altro?
Peggio ancora, vi è mai venuto il rimpianto qualche mese dopo, quando avete visto il vostro stesso prodotto in vendita ad un prezzo dimezzato rispetto a quanto lo avete pagato voi?
In effetti, con gli oggetti elettronici questo avviene in continuazione, a causa della veloce obsolescenza dei componenti e dello sviluppo di nuove tecnologie.


Per verificare lo "stato commerciale" di un certo oggetto, sia esso un televisore, un notebook o una macchina fotografica digitale, è nato Decide.com, un servizio che, inserendo un determinato modello, consiglia l'acquirente se rimandare un po' prevedendo che il prezzo cali, attendere un nuovo modello in uscita oppure comprare prima che il costo aumenti.


Queste previsioni si basano su un algoritmo che prende in considerazione milioni di dati ( i movimenti di prezzo) e 40 distinti fattori. Grazie a Decide, forse in futuro non avrete più rimpianti per un acquisto errato.


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26 maggio 2011

Prestiamoci, prestiti personali tra privati online


Prestiamoci opinioni, prestiti personali senza busta paga, finanziamenti online, prestiti privati a privatiForse qualcuno di voi si ricorderà di Zopa, un servizio nato qualche anno fa per promuovere il prestito di denaro tra persone (social landing), senza l'intermediazione delle banche, con tassi convenienti sia per i richiedenti che per i prestatori, come fosse una sorta di peer to peer finanziario.


La Banca d'Italia purtroppo bloccò quel progetto ben avviato, ma nel frattempo sono nate società con il medesimo scopo e a quanto pare perfettamente in regola con i permessi. Una di queste è Agata S.p.A, proprietaria del sito Prestiamoci.it.
Come si evince dal nome, Prestiamoci è un luogo di incontro tra chi necessita di denaro e chi vuole avere un ritorno economico dai propri soldi superiore ai miseri tassi di interesse di un conto corrente, finanziando progetti altrui.


Al momento il tasso d'interesse è intorno al 7%, sicuramente non male per chi presta, forse un po' alto per chi richiede soldi. Ovviamente questa azienda non è un ente benefico e dunque guadagna con le commissioni sulle transazioni; inoltre richiede precise garanzie ai richiedenti (credit scoring), fissando dei limiti alle somme erogabili e tempi certi per il rimborso delle rate. Andate qua per leggervi tutte le FAQ e scoprire se Prestiamoci sia sicuro o meno.


Che dire? Un'iniziativa interessante che merita di essere tenuta in considerazione, solo per il fatto di sostituirsi in parte al sistema bancario. Se qualcuno avesse già avuto esperienza con questo servizio, lasci qua sotto un commento o le proprie opinioni.


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24 maggio 2011

Offerte volantino ed acquisti bulimici


Sconti su volantini, promozioni ed offerte, buono sconto sul valore, consumismoDa un po' di tempo, molte catene di negozi di elettronica stanno proponendo sui loro volantini offerte in cui, a fronte dell'acquisto di un prodotto, si può optare per 2 possibilità: ottenere uno sconto del 15% sul prezzo di listino, oppure pagare il prezzo intero e ricevere un buono pari al 30% del valore dell'oggetto, da spendere successivamente per comprare altri prodotti.


Tanta gente, drogata ormai dal consumismo estremo e accecata da questo 30%, sceglie la seconda opzione, senza però fare prima un semplice calcolo matematico.
Prendiamo come esempio un computer del valore di 1.000 euro.

Nel primo caso, ci si accontenta dello sconto sul prezzo del 15% e si esce dal negozio con l'oggetto in mano, pagando 850 euro.

Nel secondo caso, si esce dal negozio pagando 1.000 euro, con il computer in una mano ed un buono da 300 euro nell'altra. Questo coupon deve essere utilizzato seguendo alcune regole, in particolare:

  • il buono acquisto sarà spendibile solo nel periodo compreso tra il 15/06/2011 al 30/06/2011, nel punto di vendita presso il quale è stato rilasciato presentando scontrino fiscale e/o contratto d’acquisto per cui è stato acquisito;
  • sarà valido per l’acquisto di uno o più prodotti, ad esclusione di quelli in promozione, delle gift card, delle carte servizi, delle ricariche telefoniche, degli abbonamenti internet/tv e in generale di tutti i servizi offerti nel P.V.;
  • non sarà cumulabile con altri di medesimo genere, acquisiti nell’ambito di questa promozione, per l’acquisto di un singolo prodotto;
  • sarà spendibile in un’unica soluzione: quindi dovrà essere utilizzato per intero, e non darà diritto a resti in denaro, né potrà essere utilizzato per acquisti successivi a quello per cui è stato utilizzato.

Subito mi saltano all'occhio 2 condizioni: "ad esclusione di quelli in promozione" e "sarà spendibile in un'unica soluzione". Questo significa che, dopo circa 5 settimane dall'acquisto (non è casuale lasciar passare questo periodo, in modo che nel frattempo si siano create in casa nuove necessità fasulle, riconducibili sempre alla bulimia consumistica), mi dovrò presentare nel solito punto vendita e fare acquisti di uno o più prodotti non in promozione (che magari non avrei mai preso) per almeno 300 euro, in modo da non sprecare neanche un centesimo del buono.


A questo punto, tirando le somme, avrò comprato merce per un valore di 1.300 euro, spendendo 1.000 euro. Lo sconto reale è del 23%, non il 30%.
Se poi questo coupon da 300 euro fosse utilizzato per l'acquisto di un prodotto (ad esempio un televisore) del valore di 500 euro, ecco che lo sconto scenderebbe ulteriormente: valore merce (computer + televisore) 1.500 euro, spesa 1.200 euro (1000 + 200), ecco che si arriva al 20% reale. Capito adesso come funziona?

A questo punto, non vi resta che scoprire come fare la spesa intelligente.


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18 maggio 2011

Come risparmiare sull' affitto in nero


Affitti in nero, come denunciare il proprietario di casa, cedolare secca, risparmiare, federalismo fiscalePer gli inquilini che si trovano a dover pagare un affitto "in nero" al locatore, con il quale magari i rapporti non sono particolarmente idilliaci, dal prossimo 7 Giugno 2011 si apre la possibilità di risparmiare fino al 90% del canone.


Il decreto legislativo sul federalismo municipale dispone infatti che se nei successivi 60 giorni, cioè entro il 6 giugno 2011, gli affitti non vengono spontaneamente regolarizzati dal proprietario, l'inquilino può denunciare la situazione all'Agenzia delle Entrate godendo di forti benefici, cioè di un nuovo contratto regolare della durata di quattro anni più quattro e di un canone che, dice il comma 8 dell'articolo 3, sarà «pari al triplo della rendita catastale». Si tratta di un enorme riduzione rispetto ai canoni di mercato. Infatti, secondo i calcoli delle associazioni degli inquilini, l'affitto potrebbe scendere tra il 70% ed il 90%. Per esempio, al posto di 10 mila euro all'anno pagati in nero per un trilocale in periferia se ne potrebbero pagare poco più di duemila.

L'avviso interessa, secondo le stime, circa mezzo milione di contratti non registrati (e quindi un milione di persone tra proprietari e inquilini), ai quali vanno sommati i contratti registrati per somme inferiori a quelle reali e i falsi comodati (ma qui le stime sono impossibili). A causa degli affitti in nero lo Stato incassa almeno un miliardo di euro di Irpef in meno all'anno. L'Agenzia delle Entrate, incrociando i dati dei contratti regolarmente registrati con le dichiarazioni dei redditi dei proprietari,ha scoperto 33.367 casi di non corrispondenza (mancata denuncia del canone nel 730 o nel modello Unico oppure per importi inferiori).

Accanto all'azione repressiva (sui contratti registrati dopo il 6 giugno si pagheranno anche sanzioni doppie) il decreto sul federalismo municipale prevede però anche meccanismi incentivanti per il proprietario, come la cedolare secca. Si tratta della possibilità di pagare un'imposta forfettaria sostitutiva del prelievo Irpef. Che sarà pari al 21% dell'affitto riscosso se il contratto è a canone libero e del 19% se invece è a canone concordato. Nel primo caso la cedolare conviene sempre se l'affitto si somma a redditi superiori a 15 mila euro l'anno. Nel secondo, se si aggiunge a redditi di almeno 20 mila euro.

Fonte parziale: Corriere.it


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24 gennaio 2011

Come risparmiare un milione di euro


Come guadagnare un milione di euro, come risparmiare un miliardo di lire, mettere da parte i soldi, come avere una pensione sicura, risparmiare soldi"Nella mia vita non riuscirò mai a fare un milione di euro". "Con gli stipendi di oggi è impossibile mettere da parte un po' di soldi, figuriamoci un milione di euro". Quante volte avete sentito queste frasi?

Certo, riuscire a risparmiare un milione di euro non è un'impresa realizzabile in pochi giorni, a meno che non siate grandi imprenditori o una stella del calcio. Quel che è certo è che (quasi) chiunque può riuscirci. Non ci credete?


Immaginate di mettere da parte un euro al giorno, tutti i giorni. Il costo del caffè al bar o del biglietto del bus, per un totale di 30 euro al mese. Adesso considerate un rendimento del 10% annuo di questi soldi, attraverso investimenti finanziari a medio rischio (in banca al massimo vi offrono il 2-3% lordo sui conti deposito, ma già con un fondo bilanciato è possibile superare il 10%).

Con questo semplice metodo e grazie agli interessi maturati (che a loro volta generano interessi), è possibile raggiungere il milione di euro in "soli" 57 anni. Il vecchio miliardo di lire (500.000 euro) si otterrebbe invece in 50 anni.

Adesso osservate bene la tabella sottostante. Aumentando la cifra giornaliera (fermo restando il rendimento annuo al 10%), l'obiettivo del milione di euro si realizzerebbe come segue:




Guardate la differenza: mettendo da parte 10 euro al giorno (cifra alla portata di molte famiglie) si impiegano 34 anni, ma ipotizzando anche un capitale di partenza aggiuntivo di 20.000 euro (frutto di risparmi precedenti, eredità, ecc.) l'obiettivo si raggiungerebbe in 30 anni.


Qualcuno adesso obietterà, giustamente, che tra 30 anni il potere d'acquisto non sarà lo stesso: calcolate che con un'inflazione media al 2%, i prezzi in 3 decenni saranno quasi raddoppiati, ma voi avrete comunque messo da parte un milione di euro che avrà un potere di acquisto pari a oltre 500.000 euro attuali, ovvero quando basta per poter condurre una vita agiata, avere una vecchiaia tranquilla senza dipendere dall'INPS e poter lasciare qualcosa ai propri figli.


Se ci pensate bene, l'Italia continua ad andare avanti nel benessere (nonostante la crisi, la crescita economica pari a zero ed il consumismo sfrenato) grazie ai risparmi oculati dei nostri nonni e di una parte dei nostri genitori. Terminati quelli, quali sicurezze ci resteranno?


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